La Open Arms davanti Lampedusa, in attesa di entrare in porto

La Open Arms davanti Lampedusa, in attesa di entrare in porto

Questo è quanto accaduto nelle ultime ore, in relazione alla vicenda Open Arms, dopo che il TAR del Lazio ha dato il via libera alla nave della Ong spagnola per attraccare al porto di Lampedusa.

Il Viminale ha presentato ricorso al Consiglio di Stato, con il ministro dell'Interno che ha firmato un nuovo divieto di ingresso.

Divieto di ingresso che, come già detto in passato e anche ieri, per essere valido deve essere controfirmato dai ministri dei Trasporti e della Difesa, sentito il parere del Premier. Che Conte fosse propenso allo sbarco lo aveva detto lo stesso Salvini. Poi anche la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, si è espressa in tal senso, rifiutandosi di confermare il divieto del Viminale con la seguente dichiarazione.

«La politica non può mai perdere l'umanità. Per questo non ho firmato. Non si può ritenere che siano rinvenibili nuove cogenti motivazioni di carattere generale ovvero di ordine e sicurezza pubblica tali da superare gli elementi di diritto e di fatto, nonché le ragioni di necessità e urgenza, posti alla base della misura cautelare del Tar della Lazio. ...

In tale contesto, la mancata adesione alla decisione del giudice amministrativo potrebbe finanche configurare la violazione di norme penali, fermo restando, in ogni caso, che in adesione al "dictum iuris" sarebbe stato eventualmente necessario inserire nel dispositivo del provvedimento un'esplicita disponibilità all'assistenza delle persone maggiormente bisognevoli.

Ho preso questa decisione, motivata da solide ragioni legali, ascoltando la mia coscienza. Non dobbiamo mai dimenticare che dietro le polemiche di questi giorni ci sono bambini e ragazzi che hanno sofferto violenze e abusi di ogni tipo».

A seguito della sua decisione, erano state annunciate unità di scorta della Marina militare inviate in soccorso della Open Arms. Nessuno, però, le ha viste, neanche a distanza.

Ed anche l'altro "interessato" alla firma, il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha fatto sapere di condividere la stessa posizione della ministra Trenta, sua collega di partito: «Avevo già firmato a suo tempo il decreto di Salvini, che vietava l'ingresso, il transito e la sosta della Open Arms nelle acque italiane.

Avevo firmato, anche stavolta, per ribadire che chi non rispetta il diritto del mare non può sbarcare in Italia. Quel decreto è stato bocciato dal Tar ed emetterne un altro identico, per farselo bocciare di nuovo dal Tar dopo 5 minuti, esporrebbe la parte seria del Governo, che non è quella che ha tradito il contratto, al ridicolo. E a differenza di Salvini che cerca solo il consenso facile, noi agiamo con senso di Stato e concretezza.

Questo non significa che dobbiamo accogliere tutti i migranti della Open Arms. La mia, la nostra, linea non cambia: mettiamo in sicurezza la nave come ci chiedono i giudici; poi l'Europa, e in primis la Spagna la cui bandiera sventola sulla Open Arms, inizino ad assumersi le proprie responsabilità facendosi carico di accogliere 116 migranti che sono a bordo della nave.

Noi come Italia interveniamo per tutelare la salute dei 31 minori a bordo, che sono in situazione di pericolo, come chiesto dal Presidente del Consiglio e come prevede la legge, che giustamente impone sempre la tutela dei minori e la loro protezione.»

Nella notte, la OpenArms è stata autorizzata dalle autorità ad un punto di fonda in acque italiane. Senza permesso per entrare in porto.

Nella mattinata, la nave con 147 migranti a bordo si trova a poca distanza dal porto di Lampedusa, ma ancora non ha ricevuto indicazioni per l'attracco.


Si tormenta, nel suo insensato odio propagandistico, Matteo Salvini che, disperato, fa sapere che «sul divieto di sbarco alla Open Arms siamo soli contro tutti. Contro Ong, tribunali, Europa e ministri impauriti. E col PD al governo, immigrazione di massa e Ius Soli tornerebbero realtà», accusando anche «il ministro della Difesa che non ha firmato il divieto di sbarco. Umanità non significa aiutare trafficanti e Ong. È grazie a questo presunto concetto di "umanità" che negli anni dei governi Pd l'Italia è diventata il campo profughi d'Europa. Per me umanità significa investire seriamente in Africa, non certo aprire i porti italiani».

Inutile ricordargli che, recentemente, il Governo di cui fa ancora parte ha tagliato i fondi per gli investimenti in Paesi in via di sviluppo come l'Africa... è solo un di più che non aggiunge nulla alle capacità politiche e alle qualità morali di un tale personaggio, la cui disumanità è pari solo alla sua spregiudicatezza.

Rimaniamo in attesa dello sbarco dei migranti a bordo della Open Arms.


Aggiornamento  ore 17:30.

Così vicini e così lontani.
La fuga dall'inferno della Libia.
Giorni alla deriva, il rischio di un naufragio.
14 giorni a bordo senza un porto sicuro dove sbarcare.
Un temporale. Che altro deve succedere per poter toccare terra?
Ora basta.
147 persone devono scendere, subito.

Alle 17:30 di giovedì 15 agosto i migranti sono ancora a bordo della Open Arms, mentre di fronte al loro, a poche centinaia di metri, vi è l'ingresso del porto di Lampedusa.



Aggiornamento ore 20:30.

Autorizzata l'evacuazione urgente a Lampedusa, per cause psicologiche, di 5 persone con loro i familiari.

Al resto degli ospiti della Open Arms non è stata concessa ancora alcuna autorizzazione per lo sbarco. Questa sarà la loro quindicesima notte a bordo della nave.

"Il diritto sta morendo", hanno commentato dalla Ong spagnola.

Categoria Cronaca
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