Immigrazione e bambini

Immigrazione e bambini

L’atroce tragedia che si sta consumando sul mare, tra inefficaci e flebili proteste e roboanti asserzioni di efficienza (senza dimenticare sciagurati inviti ad arrivi incessanti) non accenna a concludersi e ci induce a mettere da parte, almeno momentaneamente, riflessioni circa gli squilibri sociali ed economici che l’immigrazione , incontrollata e massiccia sta alimentando sempre di più nel nostro paese. Non possiamo, infatti, fare a meno di concentrarci sui particolari più agghiaccianti che connotano questo fenomeno, fenomeno che ha anche caratteristiche di vera e propria tratta degli schiavi.
Le immagini che ci arrivano quotidianamente dai servizi di informazione non lasciano, purtroppo,  adito a dubbi. Sono immagini che pensavamo ormai appartenere a un passato assai lontano, folcloristicamente recuperabile nella Capanna dello zio Tom o in Via col vento. E invece sono immagini di realtà quotidiane che si ripetono all’infinito. Quello che però indigna maggiormente e ferisce è constatare che questa ignobile tratta riguarda anche bambini. Bambini che o annegano o rimangono orfani o, se proprio gli va bene, vengono accolti per iniziare un lungo calvario che li conduce spesso ad altre ignobili forme di sfruttamento. Bambini, che poi sono gli unici veramente innocenti e incolpevoli di tutto quello che li sta coinvolgendo.
Credo che la vicenda di Favour , la bimba nigerina di 9 mesi sbarcata a Lampedusa dopo aver perso, nella traversata, la giovane mamma incinta, abbia commosso tutti. Ma forse Favour avrebbe fatto volentieri a meno della nostra pelosa commozione. Pelosa, perché ormai ci appare chiaro che spesso, troppo spesso, l’accoglienza non nasce da moti spontanei di pietas, ma da bassi interessi di bottega politica e luridi freddi calcoli economi. Non è  facendo arrivare a Lampedusa medici, infettivologi, ginecologi, chirughi, paramedici, psicologi e mediatori culturali che evitiamo le sofferenze a Favour, e a quelle come lei che non hanno avuto l’onore delle cronache perché scomparse in mare. “Parlare al momento di emergenza è fuori luogo” ha detto il capo del governo Matteo Renzi, parlando dal Giappone alla conferenza conclusiva del G7. Probabilmente, Renzi non ha avuto tempo di leggere il Corriere della Sera, che scrive:   la “contabilità” delle stragi è sempre più difficile, e inevitabilmente dolorosa.
Un altro barcone stracarico di migranti è quasi affondato ieri mentre cercava di raggiungere l’Italia col suo carico di disperazione. Sono 45 i cadaveri recuperati finora dai soccorritori.- Quanti bambini annegati non è dato ancora sapere, ma è facile immaginare che in situazioni di disastro i bambini siano i più indifesi, le vittime più facili. Alla ruota di Renzi però si pone il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che a #Corrierelive invita a distinguere la percezione dalla realtà e a ridimensionare l’allarmismo.
Beh, andassero loro due a spiegare tutto questo a Favour, magari tra qualche anno, quando non farà più notizia,  guardandola dritto negli occhi. Intanto però incominciassero , con un minimo di onestà intellettuale, a capire che, quando ci sono di mezzo bambini è sempre comunque emergenza.

 

Rossana Rodà

Presidente Associazione Haziel

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