In attesa che la Commissione Ue dia il via alla procedura d'infrazione contro l'Italia, lo spread vola a quota 330

In attesa che la Commissione Ue dia il via alla procedura d'infrazione contro l'Italia, lo spread vola a quota 330

Nessuno nutre alcun dubbio su quella che mercoledì 21 novembre sarà la decisione della Commissione Ue sulla legge di bilancio che l'Italia ha presentato per il 2019.

Le regole Ue in materia economica sono state rese più rigide sull'onda della crisi degli anni 2010-2015, mirate ad una riduzione annuale del debito per raggiungere la soglia del 60% rispetto al Pil. Attualmente, quello italiano è del 131%.

Le stime riportate nella manovra presentata da Roma indicano una discesa del debito al 127,3% del Pil nel 2020, dovuta ad una presunta crescita economica che sarebbe generata grazie alla revisione della legge Fornero, all'introduzione della flat tax e, soprattutto, a quella del reddito di cittadinanza.

Ma le simulazioni riportate da Tria non hanno convinto il Fondo Monetario Internazionale che le ha definite troppo ottimistiche e, primcipalmente, la Commissione Ue che prevede che il nostro debito resti attorno al 131% del Pil sino al 2020.

Quindi, dopo l'ennesimo rifiuto posto dall'Italia alla revisione della propria manovra, mercoledì la Commissione boccerà la legge di bilancio presentata ad ottobre dal nostro Paese perché in violazione delle regole Ue per eccesso di deficit, avviando i primi passi per una procedura d'infrazione che avrà comunque tempi lunghi e che dovrà poi essere confermata con un voto dal Consiglio europeo.


Il Governo non sembra dar molto peso a quanto deciderà la Commissione, anche se non la pensano così i mercati che già oggi hanno visto innalzare lo spread dei BTP fin oltre i 330 punti, per poi chiudere leggermente al di sotto di tale livello.

La conseguenza diretta di tutto ciò è l'aumento dei tassi d'interesse sui mutui, come riportato dall'Abi, che già ad ottobre è salito all'1,87%, dall'1,80% di settembre e, naturalmente, è in crescita anche il tasso medio sui finanziamenti alle imprese aumentato all'1,60%, sempre ad ottobre, dall'1,45% di settembre.


In relazione a quanto sta accadendo, da registrare la dichiarazione del vicepremier Salvini che si è detto certo che la sfiducia crescente verso l'Italia da parte dei mercati finanziari «non potrà che scendere e sono convinto che così sarà, sempre che non si guardi alla manovra economica messa in campo dal governo con pregiudizi e ci sia qualcuno che giochi alla speculazione per danneggiare l'Italia. Ma questo come Governo non lo permetteremo».

Naturalmente, Salvini si è ben guardato dallo spiegare il come... ma non è una novità.

Categoria Economia
Attendere...