Esteri

Finalmente svelato il colpevole dell’attacco al gasdotto Nord Stream

Presentiamo, oggi, le due proverbiali notizie, l’una buona, l’altra cattiva: la prima è che, finalmente, sappiamo con certezza chi ha sabotato il gasdotto Nord Stream, la seconda è la perdita di un agente chiave dei servizi segreti britannici. Andiamo con ordine: dopo le risolutive affermazioni dell’Unione Europea e dei sapienti “fact-checker” i quali ci hanno istruito dichiarando che il dettagliato rapporto del premio Pulitzer Seymour M. Hersh, con cui ha indicato negli Stati Uniti i mandanti di quest’azione terroristica, è mera “speculazione” (dichiarazione dell’UE), oppure “infondato” (fact-checker vari), abbiamo adesso prove conclusive ed irrefutabili che conducono l’investigazione nientepopodimeno che in Italia! 

Seymour Hersh, tra le tante cose anche vincitore del Premio Pulitzer, nel 1970, per aver portato alla luce la storia del massacro di Mỹ Lai che mise in grave imbarazzo l’amministrazione di Richard Nixon e contribuì ad una svolta nell’opinione pubblica contro la guerra in Vietnam, sostiene, in un reportage dettagliato, che a far saltare il gasdotto tra Russia e Germania sia stato un gruppo speciale della marina statunitense. Secondo il resoconto di Hersh, l’esplosivo al plastico è stato piazzato, nelle tubature sottomarine al largo della Svezia, durante un’esercitazione NATO a giugno del 2022 e fatto detonare, tre mesi dopo, il 26 settembre. Chiaramente la versione di Hersh, come confermato dall’UE ed i vari fact-checker, non ha proprio senso visto che lo stesso presidente Biden, agli inizi di febbraio 2022, aveva già annunciato, seppur biascicando un po’ le parole, di voler "porre fine" (testualmente: “we will bring an end to it” – vedi: https://www.youtube.com/watch?v=xWUuhNd37WI) al gasdotto Nord Stream 2 nel caso in cui la Russia invada l’Ucraina. Poi la Russia ha attaccato l’Ucraina ed il gasdotto è esploso, tutto qui.

Fortunatamente Mariam Talakhadze, il 5 ottobre 2022, in uno di questi importantissimi siti di fact-checker chiamato con il bel nome di Myth Detector, ci ha rassicurati, sulla semantica della dichiarazione del presidente statunitense scrivendo: “L'affermazione secondo cui Biden avrebbe detto a febbraio che se la Russia avesse scatenato una guerra in Ucraina, gli Stati Uniti avrebbero fatto saltare il gasdotto Nord Stream è disinformazione. In realtà Biden ha detto che un’aggressione militare da parte della Russia sarebbe stata la fine del Nord Stream 2, il che significa che il progetto sarebbe stato interrotto. Biden non ha mai menzionato l’esplosione o il danneggiamento del gasdotto.” Forse il mirabolante fact-checker ha anche una spiegazione per la precedente dichiarazione della signora Victoria Nuland, attuale Sottosegretario di Stato per gli affari politici proprio nell’amministrazione Biden, la quale, a gennaio, aveva ventilato la tesi della fine del gasdotto e, in seguito, si è pure dichiarata lieta dell’attacco avvenuto (vedi: https://www.youtube.com/watch?v=8UDkx-8muPc). Ma queste, come sa ogni fact-checker che si rispetti, sono solo coincidenze o, semplicemente, fatti da ignorare bellamente. 

Chi, del resto, potrebbe mai credere che delle persone le quali minacciano di commettere un atto, lo commettano poi davvero? Che concetto bizzarro è mai questo? Se il mio vicino di casa minaccia di voler dar fuoco alla mia macchina, sua moglie lo ripete e, qualche mese o settimana dopo, la macchina viene incendiata e la moglie dice di esserne pure contenta, come faccio a pensare che siano stati il mio vicino e la sua consorte? Sarebbe una perfetta illazione, non trovate? Se denunciassi il fatto alla polizia mi manderebbero sicuramente ad un corso di rieducazione da qualche fact-checker di grido. 

È una vera fortuna che, nel XXI secolo, abbiamo i fact-checker, i media generalisti e la politica che ci rassicurano e proteggono facendoci prima sapere che è stato sicuramente Putin il quale, invece di chiudere il rubinetto del gas o, magari, far saltare il gasdotto vicino alle coste russe, ha mandato i suoi soldati fin quasi alle acque territoriali svedesi per compiere questo atto di una logicità inattaccabile. Poi, osservando che questa ricostruzione dei fatti era forse ancora più difficile da digerire dell’attacco nordvietnamita alle navi americane nel golfo del Tonchino nell’agosto del 1964 o, che ne so, l’incidente dell’aereo di Enrico Mattei, politica e detentori mediatici della verità, hanno cambiato versione e fatto sapere che si è trattato, al massimo, di un gruppo di teste calde ucraine le quali, con mirabolante operazione, hanno portato a termine il colpo. Altro che la vecchia banda dei soliti ignoti.

 Dopo quest’abbuffata di verità mirabolanti diluvianti dall’alto, possiamo adesso contribuire anche noi attivamente all’identificazione del vero, unico e solo colpevole dell’attacco al gasdotto Nord Stream! Dimenticate tutto quello che avete ascoltato fino ad oggi, dal feroce Putin a Biden, fino agli estremisti ucraini, perché l’attacco al Nord Stream è stato, in realtà, portato a segno dal capo supremo dell’Operazione Omega! Non si tratta, infatti, del noto Stanislao Molinsky che Nick Carter smascherava sempre come colpevole e neppure del ben più noto prof. Moriarty. Alla Commissione Europea avevano anche suggerito quali sospetti il Dr. Szell, il Dr. Mabuse, T-800 (il robot di Terminator) e persino Keyser Soze, ma l’autore di questo efferato attacco a danno della Germania sarebbe, secondo fonti inoppugnabili, nientemeno che il napoletano Emilio Largo! Il comandante Largo, con il suo potente aliscafo Disco Volante, ha navigato, con i suoi scagnozzi, dalle Bahamas al freddo mare del Nord e, con un sottomarino impiantato sotto la chiglia, ha posto delle cariche esplosive in profondità. L’azione del criminale internazionale, nonché secondo in comando nell’organizzazione terroristica SPECTRE, è stata contrastata da un coraggiosissimo agente del servizio segreto inglese il quale, però, sembra sia rimasto dilaniato dall’esplosione, proprio mentre cercava di disinnescare, all’ultimo istante, l’ordigno in fondo al mare. L’agente in questione, secondo alcune fonti non confermate, sembra risponda al cognome di Mr. Bond, appartenente alla categoria speciale degli spioni britannici doppio zero, non la farina, ma gli agenti segreti. 

Un mandato di cattura a nome del pericolosissimo Emilio Largo non è purtroppo ancora stato emesso e speriamo che, dopo questa segnalazione, le polizie di tutto il mondo proveranno a condurre il reo davanti alla giustizia.

 Di fronte al tono sarcastico con cui si affronta qui un argomento enormemente preoccupante, alcuni potranno forse anche arricciare il naso, ma come si può argomentare seriamente quando il livello dei discorsi che vengono proposti al cittadino occidentale è ormai inferiore ai raccontini di Cappuccetto Rosso o a quelli sull’uomo nero? L’umorismo sembra invece d’obbligo visto l’infimo livello del discorso che emerge tra politica, media generalisti e sedicenti fact-checker su un tema talmente serio come quello di un attacco terroristico contro le strutture di approvvigionamento energetico di un Paese NATO. Se tale attacco fosse stato perpetrato da una nazione esterna all’alleanza, basterebbe già questo ad invocare l’art. 5 del Patto Atlantico di mutua difesa, anche se non pare vi siano clausole su cosa fare se l’attaccante è un altro Paese NATO – conosciamo questa difficoltà per quanto riguarda le scaramucce territoriali tra Turchia e Grecia. Per fortuna, però, abbiamo almeno Emilio Largo e la SPECTRE, così possiamo finalmente addossare la colpa a qualcuno senza che, ad un atto reale, vi siano anche delle conseguenze altrettali. Che vogliamo farci, questa è l’epoca allucinante ed allucinata in cui siamo precipitati.

Autore Sergio Caldarella
Categoria Esteri
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