Il Papa affida ad una suora che opera a favore dei migranti la stesura dei testi per la Via Crucis al Colosseo

Il Papa affida ad una suora che opera a favore dei migranti la stesura dei testi per la Via Crucis al Colosseo

È stata presentata questo mercoledì alle ore 12.30, presso la Sala Stampa vaticana, la pubblicazione di Via Crucis, Via Misericordiae, volume che raccoglie i testi per la Via Crucis del prossimo Venerdì Santo al Colosseo.

Il Papa ha affidato la preparazione dei testi di quest'anno a Suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata e presidente dell’Associazione "Slaves no more".

L’Associazione "Slaves no More" ha tra i suoi scopi prioritari la formazione, l’informazione, la prevenzione, la liberazione e la promozione della donna emarginata e vittima di situazioni che la privano della sua dignità e dei suoi diritti, oltre al sostegno e al reintegro socio-lavorativo attraverso progetti personalizzati sia in Italia che nei Paesi di provenienza, allo scopo di restituire un futuro a giovani donne, a cui è stata tolta qualsiasi prospettiva di vita dignitosa.

Nella Prefazione, firmata da papa Francesco, il pontefice richiama all'amore di Dio verso l’uomo, con tutti i suoi limiti e tutti i suoi peccati: «Tutti possiamo esaminare noi stessi alla luce della Via Crucis e disporci a lasciarci rinnovare, ancora una volta, dalla Pasqua di Gesù».

Durante la presentazione, Suor Eugenia ha auspicato che l'esempio di Maria e delle discepole testimoni della sofferenza e della morte di Gesù ci ispiri a impegnarci a non far sentire la solitudine a quanti agonizzano oggi nei troppi calvari sparsi per il mondo, tra cui i "campi di raccolta simili a lager nei paesi di transito, le navi a cui viene rifiutato un porto sicuro, le lunghe trattative burocratiche per la destinazione finale, i centri di permanenza, gli hot spot, i campi per i lavoratori stagionali".

Ed ha poi aggiunto: "Chi ricorda in quest’era di notizie bruciate alla svelta quelle ventisei giovani nigeriane inghiottite dalle onde, i cui funerali sono stati celebrati a Salerno? E’ stato duro e lungo il loro calvario.

Prima la traversata del deserto del Sahara, ammassate su bus di fortuna. Poi la sosta forzata negli spaventosi centri di raccolta in Libia. Infine il salto nel mare, dove hanno trovato la morte alle porte della terra promessa".

 

Categoria Cronaca
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