Ieri, presso la sede nazionale del Partito Democratico sono iniziati i lavori dei sei tavoli sul programma con i membri della segreteria e i capigruppo di Camera e Senato del PD.

Il segretario Nicola Zingaretti ha poi dichiarato: "Stiamo lavorando sul programma per l’Italia, non facciamo discussioni sui nomi. Ci stiamo impegnando per una nuova idea di Italia. Vogliamo un Paese più green, più giusto, che metta al centro donne, lavoro, sviluppo e infrastrutture.

Tra le proposte confermiamo la volontà di ridurre le tasse per i redditi medio bassi, investimenti su ambiente, scuola, infrastrutture. Vogliamo verificare se esistono convergenze per costruire un programma utile per l'Italia".

Il vice segretario, Andrea Orlando, ha poi affermato, nelle ore successive che "sono tre giorni che aspettiamo di parlare dei problemi del Paese, mentre i 5 stelle parlano solo di poltrone. Noi siamo qui da ieri a parlare di contenuti".

Il nodo "poltrone" riguarda quello della presidenza del Consiglio che per i grillini, irrinunciabilmente, deve essere assegnata all'ex premier Conte. Una condizione imprescindibile per far partire il nuovo Governo.

Da notare che il movimento anarchico dei contenuti prima di tutto, tanto che nel suo regolamento prevede i due mandati per i parlamentari e gli eletti alle regioni, adesso pensa che le persone siano importanti, anche prima di ciò che è necessario mettere in atto per il bene degli italiani.

Questo adesso sostiene lo stesso movimento che, per favorire gli interessi della Lega ha licenziato un reddito di cittadinanza che definire un aborto è andare ben oltre l'ottimismo, ha rinunciato a rivedere la prescrizione rimandandola di mesi, ha rinunciato al finanziamento delle famiglie...

Adesso però, tutte le cose che secondo i grillini sono indispensabili per il Paese, rimaste in mezzo al guado a causa del "tradimento" di Matteo Salvini sarebbero comunque da considerare in secondo piano rispetto alla necessità di confermare Conte premier.

Da aggiungere anche che l'ipotesi Fico avanzata dal PD sembrerebbe impraticabile, a causa del diretto interessato che ha detto di non voler fare il premier, "accontentandosi" - si fa per dire - dell'attuale incarico di presidente della Camera.

Chi cederà? Pare, che Zingaretti si possa lasciar "convincere" a digerire Conte, in cambio di un qualche "ministero pesante" da assegnare al PD.

Inoltre, anche per i renziani Conte non è un problema (probabilmente solo perché non lo vuole Zingaretti, altrimenti avrebbero dichiarato l'esatto contrario) e neppure per la Cgil, con Maurizio Landini, il segretario generale, che al Corriere ha dichiarato che l'attuale presidente del Consiglio "in Parlamento ha dimostrato coraggio politico e un profilo istituzionale importante quando, nel rispetto della Costituzione, ha messo il Paese nella condizione di sapere con trasparenza le ragioni della crisi e i problemi da affrontare. Inoltre, riconosco che è stato il presidente del Consiglio che ha riaperto i tavoli con le parti sociali".

Se poi ci mettiamo che apprezzamenti sono arrivati pure dalle istituzioni di Bruxelles...

I ogni caso, entro oggi, 5 Stelle e Pd qualcosa dovranno decidere, visto che domani dovranno dire a Mattarella se sono o meno in grado di fare un nuovo governo.