La CEI apre al Movimento 5 Stelle

La CEI apre al Movimento 5 Stelle

Avete mai sentito un prete parlar chiaro? Sì, anche se non sempre. Però, i preti, singolarmente, spesso sono soliti parlar chiaro, almeno quando esprimono delle opinioni personali che vanno al di là delle questioni dottrinali.
Invece, i preti nel loro insieme, intesi come gerarchia ecclesiastica sono più restii a prender posizione e a fare dichiarazioni che possano in qualche modo farli schierare da una parte o dall'altra. L'equidistanza, sempre in relazione a questioni che comunque non abbiano a che vedere con la dottrina, è sempre stata la linea guida, specialmente per quanto riguarda i vescovi italiani.


Per questo, ha suscitato un certo stupore la linea di credito che, con tutti i se e i ma del caso, la CEI, tramite il suo organo d'informazione Avvenire, sembra aver aperto nei confronti del Movimento 5 Stelle partendo dalla vicenda che ha riguardato il Comune di Roma.

Nell'articolo di commento "Programmi, qualche domanda a Raggi", il quotidiano della CEI, utilizzando il metodo del bastone e della carota e  con tutta la prudenza del caso tipica della Chiesa, fa delle importanti quanto inaspetatte aperture al Movimento 5 Stelle.

Infatti, sebbene nell'articolo si parli di "spettacolo non certo edificante, soprattutto se si pensa che la sindaca e i suoi hanno avuto dodici mesi per prepararsi (la vittoria elettorale di M5S era scontata)", dopo viene aggiunto che "Ma è anche vero, dopo anni e anni di mala gestio della “vecchia politica”, quella più tradizionale, che il tempo passato è troppo poco per pretendere già di buttare dalla rupe Tarpea un’esperienza, quella del Movimento ispirato da Beppe Grillo, che resta innovativa soprattutto per la scelta strutturale di impegnare «cittadini» che – coi loro limiti e le loro virtù, senza aver mai avuto prima esperienze di governo – si attivano “dal basso” nell’amministrazione della cosa pubblica."

Ma non solo. Infatti, subito dopo Avvenire aggiunge: "Chi già prefigura una prossima «fine» dei cinquestelle lo fa perché spera di recuperare voti – populisti o pseudo tali – che però difficilmente torneranno alla base sic et simpliciter o magari perché tifa per vecchie logiche, quelle che hanno purtroppo dominato nella città di “mafia capitale”."

E poi Avvenire passa ai consigli. Questo è quello rivolto alla Raggi: "Per Roma è tempo di governare, non di trastullarsi in una sarabanda di nomi. Su alcuni suoi collaboratori ci sono dubbi, non solo della magistratura (vedi Marra, indotto ieri sera a un passo indietro, come l’assessore Muraro, inevitabilmente in rapporti da anni con Cerroni, il 90enne “re dei rifiuti” a Roma), ma lei operi scelte definitive, davvero una volta per tutte e le difenda se è convinta delle capacità delle donne e degli uomini che l’affiancheranno nella complessità, anche tecnica, delle attività di guida di una capitale."

Questo, invece, quello rivolto al Movimento 5 Stelle: "Il M5S, insomma, deve riuscire a trovare una specifica e più efficace “via di mezzo” fra la natura movimentista di partenza e una struttura simile a un partito “vero” – anche se leaderistico, figuriamoci, visto che oggi lo sono tutti… – cioè capace di indicare una direzione, assicurare e governare la partecipazione dei militanti, prendere decisioni e proporsi come alternativa reale.

Verrebbe da dire: “Dimostrate di fare gioco di squadra e pensate a Roma (e all’Italia), non ai vostri destini personali. Perché o ce la fa il Movimento o non ce la fa nessuno di voi”. Se non compirà questo passaggio, M5S finirà solo col rendere facile le rivalse nei suoi confronti. Quella intollerabile dei poteri opachi che hanno fin qui piagato la Capitale. E quelle dell’«altra politica»."

Nell'articolo, come già detto, ci sono anche delle critiche o, se preferite, anche delle tirate d'orecchie per i 5 Stelle. Ma questo è nello stile della Chiesa: lasciarsi una porta aperta, sempre! Inoltre, i concetti espressi dalla CEI, oltre che un'apertura di credito per i 5 Stelle, sono anche una legittimazione del Movimento che ormai viene visto dai vescovi italiani come forza reale vera e non come un fatto occasionale ed estemporaneo del panorama politico italiano. 

Vittorio Barnetti
nella categoria Politica
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