La pazienza di Salvini in attesa di ritornare al voto nei primi mesi del 2019

La pazienza di Salvini in attesa di ritornare al voto nei primi mesi del 2019

 

La situazione politica in Italia a fine luglio 2018.

5 Stelle da una parte e Lega dall'altra continuano a far campagna elettorale sui temi che possono solleticare l'elettorato di riferimento.

Presi in contropiede dalla Lega di Salvini con migranti e Ong, adesso i pentastellati cercano di rifarsi facendo guerra agli sprechi e alla casta: pensioni d'oro, vitalizi, aerei di Stato, Cda che non dovevano essere rinnovati dal precedente governo.

La Lega, da par suo, continua la sua battaglia contro le minoranze, passando dai migranti, verso cui ormai cominciavano a mostrar assuefazione e stanchezza anche i militanti più sfegatati, ai rom - entrambi poi, fatti passare esclusivamente da delinquenti o in procinto di diventarlo - che servirà anche da piedistallo per la riforma della sicurezza o della legittima difesa o di come si preferisce chiamarla.

Per quanto riguarda le cose concrete da fare, il governo latita. Il decreto dignità in votazione al Parlamento è un problema per le aziende venete che sono spaventate dal non poter ricorrere in futuro indiscriminatamente ai contratti a tempo determinato. Zaia sta tirando Salvini per la giacchetta per far cambiare o attenuare la norma che però è uno dei pilastri del decreto dignità.

Inoltre, la Lega vuole reintrodurre i voucher in agricoltura e turismo... un nuovo modo per far rientrare, seppure in settori definiti, il lavoro a tempo determinato che si vuole eliminare.

La Lega ha fatto approvare un suo decreto definito terremoto... in nomen omen. Documento che Mattarella ha firmato, ma facendo notare che contiene due strafalcioni relativi al non rispetto della legislazione vigente. Andranno cambiati quando il decreto verrà discusso in Parlamento.

In merito a nomine e cose concrete da fare, vedi opere pubbliche, non c'è intesa. La diatriba sulla Tav in val di Susa che Salvini ha detto di voler mandare avanti e che i 5 Stelle vogliono invece bloccare, pur non sapendo come giustificare o riutilizzare i "buchi" già fatti in Francia e Italia, è l'ultimo esempio. Ma a questo si può aggiungere il Tap, gasdotto "approdato" a San Foca che i 5 Stelle (in campagna elettorale) e il presidente della regione Emiliano vogliono spostare più a nord. Inutile aggiungere che per la Lega il Tap va bene dov'è.

La confusione regna sovrana. Specie se a sottolinearla ci si mettono - e giustamente visto che è il loro mestiere - le opposizioni che cercano di esagerare le contraddizioni e le incertezze appena sopra accennate come problemi epocali... anche per far passare gli errori fatti in passato come bazzecole a confronto di quanto sta invece facendo l'attuale governo.


Previsioni sul futuro.

È chiaro che dopo l'estate, quando nella legge di bilancio dovranno essere inseriti contenuti e programmi, le "differenze" e le contraddizioni di questa maggioranza verranno fuori fino a deflagrare. I soldi mancano e le promesse elettorali sono realizzabili solo con una enorme quantità di spesa pubblica. Quali delle promesse di 5 Stelle e Lega avranno la precedenza?

In ogni caso, questi due mesi sono stati ampiamente sufficienti a dimostrare l'impossibilità che l'attuale matrimonio politico possa continuare. E sarà Salvini a trovare la scusa per tirarsi indietro. Non è necessario essere politologi per capirlo.

Per il segretario della Lega il patrimonio di consensi gentilmente offerto dai 5 Stelle servirà a dargli l'autorità di guidare l'alleanza di centrodestra che tranquillamente otterrà la maggioranza dei seggi alle prossime elezioni.

E per non disperdere l'attuale patrimonio di consensi, per Salvini, lo capirebbe pure un neonato, sarà necessario andare a votare già dal prossimo anno. Le camere verranno sciolte dopo l'approvazione della legge di bilancio che la Lega farà licenziare per "senso di responsabilità" (al massimo la crisi di governo potrà essere ritardata per far coincidere il voto delle politiche con quello delle europee) e qualche mese dopo anche l'Italia avrà il suo Orban.

E il governo del cambiamento diverrà il governo della restaurazione.

Categoria Politica
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