Sulla vicenda dei presunti dossieraggi "oggi sta lavorando la commissione Antimafia, che ha poteri di inchiesta.

Bisogna vedere dove riesce ad arrivare la commissione Antimafia, poi valutare se c'è bisogno di qualcos'altro. È anche un tema di tempistiche, per istituire una nuova commissione ci vuole qualche mese. Oggi abbiamo già una commissione che ci sta lavorando e bisogna farla lavorare nel miglior modo possibile. All'esito del lavoro della commissione Antimafia va valutato se servono altri strumenti". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni a Trento.

"Il punto è che bisogna arrivare fino in fondo. Quello che sta emergendo è obiettivamente incredibile e vergognoso per uno stato di diritto", ha affermato la premier rispondendo a chi le domandava se serve una commissione parlamentare di inchiesta sulla vicenda dei presunti dossieraggi.


In Antimafia saranno sentiti Crosetto e la Procura Roma

La commissione parlamentare Antimafia ha deciso in queste ore di ascoltare, in merito alla vicenda dei presunti dossier, anche la Procura di Roma, la società Sogei, l'ordine dei giornalisti, il ministro della Difesa Crosetto, il giornalista del Domani Fittipaldi e l'editore De Benedetti. Questi nomi, che si aggiungono a quelli del capo della Gdf, della Ui e della Dia, non sarebbero però ancora stati calendarizzati.

L'ufficio di presidenza della commissione parlamentare Antimafia ha intanto formalizzato la richiesta di audizione di altre tre persone, in merito alla vicenda di presunti dossieraggi: si tratta del comandante della Guardia di Finanza Andrea De Gennaro, del direttore della Direzione investigativa antimafia Michele Carbone e del direttore dell'Unità di informazione finanziaria, Enzo Serata. All'interno della commissione sono stati proposti dagli stessi membri diversi altri nomi, oltre una cinquantina sono quelli in lista, per i quali al momento non è stata fissata alcuna audizione e - viene specificato - non è scontato che ciò avvenga necessariamente in futuro.


Cafiero de Raho: 'Additano me per attaccare l'opposizione'

"Si rileva chiaramente che tutti gli accessi sono stati fatti fuori dalla Direzione nazionale e che sono evidentemente tutti strumentali perché il controllo su quel settore lo avevano altri ed è evidente che una Procura importante, come la Procura nazionale, ha tante e tali articolazioni, finalità e campi in cui ci si muove che, additare me è soltanto un modo per attaccare l'opposizione che è comunque al di fuori di qualunque congegno dossieristico come quello che è avvenuto, se effettivamente è avvenuto. Credo che l'opinione pubblica lo capisca benissimo". Lo ha detto Federico Cafiero De Raho, deputato del M5s ed ex procuratore nazionale Antimafia, in merito agli attacchi a lui rivolti da esponenti della maggioranza per la vicenda che ha portato all'inchiesta di Perugia.