Ad Amman, si è tenuto l'incontro tra i ministri degli Esteri di Giordania, Egitto, Arabia Saudita, Qatar, Emirati, Palestina e Stati Uniti per discutere delle modalità di un cessate il fuoco umanitario per fermare l'aggressione israeliana che, ormai, non riguarda solo la Striscia di Gaza, ma anche la Cisgiordania, compresa Gerusalemme est.

Il capo della delegazione palestinese, segretario del comitato esecutivo dell'OLP, Hussein Al-Sheikh, ha illustrato la posizione palestinese, chiedendo la fine immediata dell'aggressione israeliana in atto nella Striscia, sottolineando la necessità di risparmiare i civili dai barbari bombardamenti in corso, di aprire corridoi umanitari permanenti per portare medicinali, cibo, acqua ed elettricità il più rapidamente possibile, e aggiungendo che non è più ammissibile bombardare abitazioni, scuole, ospedali... e i civili che occupano tali strutture.

Inoltre, ha sostenuto la necessità di fermare il terrorismo dei coloni israeliani e gli attacchi delle forze di occupazione israeliane in Cisgiordania e Gerusalemme Est, per poi affermare il rifiuto categorico dello Stato di Palestina a far sfollare il proprio popolo dalla Striscia di Gaza, dalla Cisgiordania e da Gerusalemme.

Al-Sheikh ha infine aggiunto che non è più rinviabile una soluzione politica affinché il popolo palestinese possa ottenere i propri legittimi diritti -  libertà, indipendenza e sovranità - in uno Stato di Palestina pienamente sovrano con Gerusalemme come capitale, e risolvere la questione dei rifugiati in conformità con la risoluzione 194 dell'ONU.

Per ultimo, ha ricordato che le soluzioni militari porteranno solo a ulteriori spargimenti di sangue.

E mentre andava in corso la riunione, i criminali dell'esercito israeliano hanno bombardato una scuola dell'UNWRA nel campo profughi di Jabalia, assassinando almeno altre 15 persone. Ospedali e scuole e tutte le strutture dell'UNWRA presenti a Gaza City, quasi completamente rasa al suolo, sono rifugi dove è ammassata la popolazione ormai senza casa, acqua e cibo.

E che cosa ha detto alla fine della riunione di Amman il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, anch'egli un criminale di guerra in quanto sostenitore e pertanto complice della pulizia etnica in atto a Gaza? Che gli Stati Uniti credono che un cessate il fuoco consentirebbe ad Hamas di salvarsi e di riorganizzarsi, in modo da compiere attacchi simili a quello del 7 ottobre!

È possibile commentare una dichiarazione del genere rimanendo sereni senza ricorrere al più bieco turpiloquio? No, E allora non si commenta. 

A Blinken, inoltre, interessa solo liberare gli ostaggi, aumentare l'afflusso di aiuti umanitari (attualmente - va sottolineato - puramente simbolico) ed evitare che il conflitto si allarghi diventando "regionale".

Ma, in un sussulto di dignità, sia il ministro degli Esteri egiziano che quello giordano hanno fatto presente al segretario di Stato che la posizione degli Stati Uniti non è accettabile, chiarendo che l'unica soluzione immediata possibile sia quella di un cessate il fuoco, per il bilancio inaccettabile e le numerose, troppe, violazioni – ai loro occhi – del diritto internazionale.

Poiché gli israeliani credono di avere un vantaggio strategico dopo aver circondato con le truppe di terra Gaza City, gli Usa non vogliono fermarne l'avanzata, al di là di quello che sarà il costo umanitario sui civili.


Questo il massacro di civili commesso il 3 novembre dall'esercito israeliano bombardando gli sfollati sulla strada costiera Al-Rashid, una delle due arterie che collegano il nord e il sud della Striscia di Gaza...

Intanto, i terroristi israeliani che vengono etichettati con il nome di coloni, in realtà dei ladri e degli assassini che operano con il sostegno dell'IDF, dopo il 7 ottobre hanno intensificato omicidi e ruberie, tanto che almeno 22 famiglie palestinesi sono state costrette a sfollare dal Governatorato di Gerico, dalla Valle del Giordano e da Tubas.

Oggi, uno dei leader dell'ala politica di Hamas, Osama Hamdan, ha tenuto una conferenza stampa a Beirut, in cui ha espresso apprezzamento per quanto detto ieri dal segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, e in cui ha rivelato che il capo dell'ufficio politico del movimento, Ismail Haniyeh, pochi giorni fa si è recato a Teheran, dove ha incontrato Ali Khamenei, attuale Guida Suprema dell'Iran.

Le cifre più recenti dell'eccidio in corso a Gaza, secondo il portavoce del ministero della Sanità Ashraf Al-Qudra, hanno provocato la morte di 9.488 civili, tra cui 3.900 bambini e 2.509 donne, oltre al ferimento di altri 24.158. 

Inoltre, nella Striscia di Gaza...

  • Più di 8.500 edifici residenziali sono stati rasi al suolo.
  • Circa 220.000 unità abitative sono state completamente distrutte.
  • Altre 40.000 unità abitative sono parzialmente distrutte e sono inabitabili.
  • 220 edifici scolastici sono stati attaccati, 60 sono fuori servizio a causa di un attacco diretto.
  • 88 edifici governativi sono stati completamente distrutti.
  • 105 strutture sanitarie hanno subito danni a causa degli attacchi aerei o dei bombardamenti.
  • 27 ambulanze sono state colpite e distrutte.
  • 55 moschee e 3 chiese sono state completamente distrutte.

La Turchia ha richiamato per consultazioni il proprio ambasciatore in Israele.