Nella circolare del 24 dicembre in merito all'aggiornamento delle indicazioni sull'intervallo temporale relativo alla somministrazione della dose di richiamo nell'ambito della campagna di vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19, il direttore generale Giovanni Rezza aveva demandato al Commissario straordinario per l'emergenza COVID-19, sulla base delle esigenze organizzative della campagna vaccinale, la comunicazione della data di effettiva attuazione del nuovo intervallo temporale previsto, ridotto a 4 mesi dalla seconda dose.

Il generale Francesco Paolo Figliuolo, in visita a Cuneo all'hub vaccinale nella caserma degli Alpini intitolata a Ignazio Vian, ha fatto sapere che il via al richiamo dopo 4 mesi verrà dato dal 10 gennaio.

"Darà un ulteriore impulso alla campagna", ha detto Figliuolo. "Stiamo correndo per cercare di arginare la variante Omicron. Mi preoccupano ancora quei 5 milioni e 750 mila italiani che non hanno ancora avuto alcuna dose. Siamo quasi al 90% tra prime dosi e guarigioni da almeno sei mesi, però in quella fascia, specie tra i 30 e i 59 anni, ci sono ancora un po' di milioni di persone che potrebbero essere raggiunte dalle inoculazioni e potrebbero anche loro dare una mano ad arginare il virus e soprattutto queste varianti. La Omicron è molto più contagiosa rispetto alla Delta, qualcuno dice fino a cinque volte, fortunatamente per ora non si stanno avendo evidenze cliniche di gravità, però è chiaro che chi ha fatto la vaccinazione completa e soprattutto chi ha fatto il booster è molto coperto rispetto alla Omicron. Non vediamo per ora in persone che hanno fatto il booster ospedalizzazioni o effetti nefasti. Credo che anticipare la terza dose a quattro mesi dal 10 gennaio sia per ora una scelta equilibrata, ma non mi sento di escludere alcunché. Abbiamo visto come si muove questo virus con le sue varianti e che ciò che uno dice oggi, domani l'evidenza sul campo la può cambiare. Se dovremo correre di più lo faremo, ma ci vuole anche cautela, per cui credo che la scelta di anticipare la terza dose a quattro mesi sia equilibrata.La riflessione sul numero di persone in quarantena l'abbiamo fatta questa mattina col ministro Speranza. Gli scienziati stanno studiando la situazione con l'Istituto Superiore di Sanità. Adesso le quarantene sono diverse per i vaccinati e i non vaccinatisi sta studiando cosa mettere in campo".