Cronaca

Nazareno? Abbiamo un problema. L'inchiesta Consip si allarga con nuove rivelazioni su Tiziano Renzi

"L’importante è sputtanare, distruggere la reputazione, attivare la macchinetta del fango." La frase è una citazione rivolta al "direttore di bronzo" Marco Travaglio, così definito dal giornalista di bronzo Fabrizio Rondolino.

L'argomento del contendere? Consip. I militanti PD di fede renziana difendono con le unghie e con i denti il loro nume tutelare Matteo Renzi che sta ormai per essere letteralmente travolto da un'inchiesta che, fino a ieri, aveva intaccato solo i confini del cosiddetto giglio magico.

Dopo l'arresto di Romeo con l'accusa di Corruzione, non avendo più niente da inventarsi sugli sms e sulle polizze vita di Virginia Raggi, i media hanno trovato molto più accattivante, per le vendite di copie e pubblicità, interessarsi sul nuovo e promettentissimo filone giudiziario rappresentato dalle inchieste delle procure di Roma e Napoli su Consip.

Consip è una società per azioni controllata da un unico azionista, il ministero dell’Economia, la cui attività è quella di definire i prezzi di riferimento per i beni acquistabili dalla Pubblica Amministrazione ed effettuare la gare di appalto per la loro fornitura. Un centro acquisti che, in teoria, dovrebbe consentire allo Stato di risparmiare.

La gara di appalto di 2,7 miliardi indetta da Consip nel 2014 si sta però rivelando l'ennesimo scandalo per la politica in generale e per il Partito Democratico in particolare.

Dirigenti, parlamentari e giornalisti legati al PD cercano di minimizzare l'inchiesta, ma quello di cui non tengono conto o fingono di non tener conto è il fatto che ad alimentarla sono le dichiarazioni di Luigi Marroni che da ex direttore dell’Asl di Firenze è stato messo da Matteo Renzi ad amministrare Consip.

Dopo la "prima fase" dell'inchiesta, quella legata alla fuga di notizie di un'indagine su Consip da parte della magistratura che aveva visto Marroni mettere nei guai il comandante generale dell'Arma dei carabinieri Tullio Del Sette e l'attuale ministro dello Sport Luca Lotti, il settimanale l'Espresso ha anticipato nuovi sviluppi che confermerebbero il coinvolgimento di Tiziano Renzi e Carlo Russo nel ruolo di facilitatori per favorire  Alfredo Romeo nell'aggiudicazione dei bandi Consip.

Nei documenti che l'Espresso avrebbe visionato, Marroni afferma che Russo [gli] avrebbe fatto presente come Tiziano [Renzi] e Denis [Vedini] fossero ancora arbitri del suo destino professionale, potendo la coppia revocare il suo incarico di amministratore delegato di Consip.

Il 20 dicembre Marroni ha anche raccontato ai magistrati altri dettagli rilevanti, dichiarando che nel marzo del 2016 Tiziano Renzi gli chiese un incontro riservato, effettivamente avvenuto in piazza Santo Spirito a Firenze. Il numero uno della Consip ammette con gli inquirenti che il papà dell’allora premier gli avrebbe chiesto in quel frangente di "accontentare" le richieste di Russo, perché persona di sua fiducia.

Questi ulteriori dettagli si vanno ad aggiungere a quelli già noti e a spiegare il perché Tiziano Renzi e Carlo Russo siano stati indagati. I rapporti tra i due e Alfredo Romeo, secondo i magistrati, riguardavano la possibilità da parte loro di poter influenzare i vertici di Consip a favore di Romeo.

Era stato l'ex parlamentare Italo Bocchino, in qualità di consulente, a suggerire a Romeo di  tentare quella strada. Strada che a Romeo non era certo sconosciuta visto che in una telefonata Bocchino gli ricorda i sessantamila euro che aveva donato alla fondazione di Renzi.

Particolare, quest'ultimo, non sfuggito ai 5 Stelle che sul blog di Grillo hanno pubblicato il post Lo scandalo Consip è una bomba atomica sulla politica italiana,
dove sono elencate le centinaia di migliaia di euro elargite da Alfredo Romeo ai politici, soprattutto a quelli di area PD.

Ed oltre a questo, nel post si dà rilievo ad un passaggio delle motivazioni dell'ordinanza che ha portato all'arresto di Romeo che riferisce le parole di Marco Gasparri, il dirigente Consip corrotto e poi pentito, che dice: "Romeo mi disse che aveva fatto un intervento sui vertici della Consip attraverso il massimo livello politico. Non mi disse chi era il politico o i politici presso i quali era intervenuto, ma mi disse che si trattava del livello politico più alto".

E Matteo Renzi che dice in proposito? Nulla... ma forse è più corretto dire che fa finta di nulla. È in trasferta al Sud per guadagnar consensi in vista delle primarie per il prossimo Congresso PD. Sui problemi del PD, del giglio magico e del coinvolgimento de i' su' babbo nelle idagini su Consip... nemmeno una parola.

Autore Fabrizio Marchesan
Categoria Cronaca
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