Nel primo trimestre 2021 era previsto che in Italia dovessero arrivare oltre 28 milioni di dosi di vaccino anti Covid. Siamo oramai a fine febbraio e le dosi finora consegnate sono state 5,2 milioni. Il problema? I produttori non riescono a mantenere le promesse con l'Ue che si è occupata degli acquisti per i vari Paesi dell'Unione e gli arrivi sono stati finora inferiori rispetto a quelli programmati.

L'amministrazione centrale dello Stato, oltre a ricevere i vaccini occupandosi del loro stoccaggio per non interrompere la catena del freddo, ne definisce anche la ripartizione e l'invio alle varie regioni.

Il piano è stato elaborato da Governo, Iss, Aifa e Agenas con il coinvolgimento delle regioni che si occupano della somministrazione delle dosi ricevute.

Pertanto, le varie amministrazioni regionali, che gestiscono in autonomia la sanità nel loro territorio, hanno una loro discrezionalità nella somministrazione delle dosi, seguendo comunque la tabella relativa alle categorie che prima di altre dovranno essere vaccinate.

Rispetto alle dosi di vaccino finora consegnate alle regioni, quelle somministrate sono in media il 71%.  12 regioni sono sotto tale media. Nel caso della Calabria si tratta del 15% in meno, con la regione a guida leghista che ha ricevuto 152.390 dosi, ma ne ha somministrate 84.284. Sardegna e Liguria, anch'esse regioni governate dalla destra, hanno finora somministrato il 60% delle dosi ricevute.

Poi, bisogna anche considerare il fatto che a causa della mancata certezza nella consegna delle dosi, la somministrazione dei vaccini, oltre a tener conto della prima inolculkazione, deve anche tener conto del fatto che entro tre settimane, almeno per Moderna e Pfizer, deve essere effettuato il richiamo.

Dopo questo promemoria, al di là della scelta delle siringhe e quella delle primule, tra le varie ragioni per cui una forza politica ha voluto la caduta del governo vi era anche il piano vaccinale.

Non è ancora chiaro come il governo Draghi, nel giro di giorni o settimane possa cambiare una situazione di cui il nostro Paese non è direttamente responsabile e, di conseguenza, continua a non essere chiaro il perché il governo precedente avrebbe dovuto fare meglio, considerando anche il coinvolgimento delle regioni che hanno una loro autonomia nella somministrazione dei vaccini.