Renzi avvia la campagna per il Sì e parla di "inciucio"

Renzi avvia la campagna per il Sì e parla di inciucio

Ieri,  a  Bergamo, il segretario del PD e presidente del Consiglio Matteo Renzi ha aperto la campagna per il Sì al referendum costituzionale per cui gli italiani saranno chiamati a votare in autunno. Inutile riportare i passaggi e le ragioni che Renzi ha ricordato a favore della riforma da lui ideata e da lui fatta votare dal Parlamento. Sarebbe assurdo pensare che Renzi non abbia tessuto le lodi di quella che sarà la nuova Costituzione.

È invece piuttosto interessante un passaggio del discorso da lui tenuto: «Se le riforme non passano sarà il paradiso terrestre degli inciuci.

Il Paese va nell’ingovernabilità. Ci sarà un sistema per cui nessuno avrà la maggioranza. [...] Il potere passa nelle mani degli inciucisti. Io ne sono la dimostrazione. Io sono diventato presidente del Consiglio sulla base di un accordo parlamentare. Se non c’è una maggioranza, ci vuole per forza l’accordo in Parlamento. Così diventa votate per chi vi pare, tanto poi l’inciucio lo fanno a Roma».

Per chi avesse dei dubbi, questo è il significato del termine inciucio secondo Treccani: "Termine di origine napoletana introdotto recentemente nel linguaggio politico  con il significato  originario di intrigo, intesa raggiunta sottobanco, di nascosto, e in seguito passato a indicare un piano o un accordo politico confuso, non chiaro, malamente orchestrato".

Quindi, in base alle parole di Renzi, lui sta governando su un accordo politico confuso, oscuro, basato su trattative fatte di nascosto, in cui è stato pattuito un programma di riforme che nessun cittadino ha potuto vagliare perché i parlamentari dell'attuale legislatura, tra l'altro eletti con una legge elettorale risultata illegittima perché anticostituzionale, non lo hanno spiegato nei loro collegi, ai loro elettori, per il semplice fatto che ancora non esisteva.

Dopo  aver ricordato che cosa sia l'inciucio, adesso facciamo un ripasso dell'etica: dottrina o riflessione speculativa intorno al comportamento pratico dell’uomo, soprattutto in quanto intenda indicare quale sia il vero bene e quali i mezzi atti a conseguirlo, quali siano i doveri morali verso sé stessi e verso gli altri, e quali i criterî per giudicare sulla moralità delle azioni umane.

Quindi, sulla base di quanto abbiamo appreso dalle affermazioni di Matteo Renzi, lui ci ha detto che sta governando il paese, ma lo sta facendo sulla base di un inciucio e, sempre secondo la sua etica politica questo non è corretto.

Adesso facciamo un salto di alcune centinaia di chilometri e da Bergamo andiamo a Napoli, dove il 5 giugno si voterà per eleggere il sindaco e il consiglio comunale. La  candidata a sindaco del PD Valeria Valente non prova alcun imbarazzo nel supporto alla sua candidatura da parte di Denis Verdini e della forza politica da lui rappresentata. Non trova imbarazzante che Verdini rappresenti idee politiche contrapposte alle sue e non trova imbarazzante neppure che Verdini  abbia candidato nelle sue liste il figlio e il nipote di un pluripregiudicato per reati di camorra.
Infine, un ultimo passaggio. Valeria Valente, come candidata ufficiale del Partito Democratico è pertanto appoggiata dal segretario Matteo Renzi.

E adesso non ci resta che fare la somma del senso etico della politica di Renzi. Da una parte ci dice che la riforma costituzionale va approvata perché ciò consentirà al paese, in futuro, di avere governi che, a differenza del suo, non faranno uso del cosiddetto inciucio e potranno fare patti chiari con gli elettori. Allo stesso tempo, Renzi promuove e benedice a Napoli la candidatura a sindaco di Valeria Valente che,  nel caso vincesse le elezioni, governerebbe insieme alla forza politica guidata da Verdini che, a Roma, per lo stesso Renzi rappresenta un inciucio e pertanto è da evitare. Che le elezioni amministrative non abbiano nulla a che vedere con le elezioni politiche e le attuali scelte politiche del Governo, ce lo ha rammentato anche lo stesso Renzi. Quindi non sono figlie dello stesso inciucio.

Quale lezione trarre da tutto ciò?  Che Renzi sia confuso oppure che Renzi pensi che ad esser confusi siano gli italiani. Non esiste purtroppo altra spiegazione. E non sembra essere un gran viatico, non solo per la riforma costituzionale a  venire, ma neppure per le future decisioni che il Governo dovrà prendere.

PS. Confuso è solo un gentile eufemismo in sostituzione di termini più appropriati, ma sicuramente meno eleganti.

Roberto Castrogiovanni
nella categoria Politica
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