L’olio extravergine di oliva italiano nel mondo

L’olio extravergine di oliva italiano nel mondo

I tipi di olio di oliva che possiamo troviamo sullo scaffale di qualunque supermercato sono solitamente due: l'extravergine ed il vergine. Si tratta in entrambi i casi di oli ottenuti con mezzi meccanici che, dal punto di vista tecnico produttivo, non presentano differenze.

Olio vergine ed extravergine di oliva
Ciò che differenzia i due prodotti è l'insieme delle caratteristiche chimiche ed organolettiche, anche se l'olio extravergine può essere ricavato anche con prima spremitura a freddo o tramite estrazione a freddo.
La denominazione extra viene data solo ad un olio vergine d'oliva che possiede un'acidità totale massima pari allo 0,8%; mentre un olio vergine non extra non può avere acidità superiore al 2%.
L’olio extravergine deve poi essere sottoposto al controllo organolettico mediante un test che ne valuta le caratteristiche quali l'aroma fruttato ed il gusto amarognolo e piccantino.


Leggere correttamente le etichette
Il Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura ha recentemente pubblicato la ‘Guida alla lettura delle etichette alimentari. Etichette di olio e vino’, pensata per  garantire una giusta tutela del consumatore.
Per avere la certezza di acquistare olio di qualità è bene imparare a leggere l’etichetta, una vera e propria carta d'identità del prodotto.
Tra le informazioni essenziali riportate sulle etichette alimentari ci sono ovviamente data di scadenza, origine del prodotto, caratteristiche nutrizionali e ingredienti.
Le etichette devono:
indicare bene marchio, processo produttivo, luogo di produzione e caratteristiche del prodotto;
> riportare marchi di qualità previsti dall'Unione Europea,come DOP, IGP, STG e biologico. I prodotti provenienti dall'estero possono contenere Ogm e questa caratteristica deve essere indicata in etichetta;
> rispettare 3 caratteristiche fondamentali: essere chiare, leggibili e indelebili e riportare nome del prodotto, denominazione di vendita, volume nominale e data di scadenza entro cui consumarlo;
> rispettare i regolamenti vigenti nell'Unione Europea e descrivere con precisione la tipologia di olive utilizzate per la produzione dell'olio e i metodi adottati per ottenere il prodotto, oltre a riportare le indicazioni per la conservazione.


Denominazione di vendita per l’olio d’oliva
Per quanto riguarda la denominazione di vendita riportata sulle confezioni, non tutte le diciture sono valide, tra quelle valide ci sono: olio extravergine d'oliva, per l'olio di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e solo con processi meccanici, e olio di oliva vergine, cioè olio d'oliva ottenuto direttamente dalle olive, solo con procedimenti meccanici, ma non di qualità superiore.


Esportare olio extravergine e vergine d’oliva
Se la tua azienda produce olio extravergine di oliva, olio d’oliva biologico o altri prodotti Made in Italy di qualità e desideri far conoscere la tua produzione nel mondo, Vannini Editrice sta realizzando De Gustibus, una guida - catalogo per importatori stranieri.
De Gustibus rappresenta quindi una via privilegiata per la vendita di prodotti tipici italiani nel mondo, tra cui olio extravergine di oliva, mettendo direttamente in contatto i produttori con gli importatori e i distributori, per far nascere nuove relazioni commerciali.  
La guida De Gustibus verrà inviata a circa 15.000 importatori stranieri europei ed extraeuropei, per favorire la nascita di relazioni e contatti verso nuovi mercati ed incrementare l’export nazionale del settore agroalimentare. Contattare direttamente gli esportatori e le catene della gdo rappresenterebbe per una piccola media azienda infatti una missione costosa e gravosa da un punto di vista delle risorse e del tempo da impiegare.
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elenavairani
nella categoria Salute
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