Sarà presente anche Marisa Sedita con la sua opera “D’un fiato, d’un tratto”, al Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma dal 15 al 19 maggio 2025, negli spazi del Lingotto Fiere. E’ consapevole dell’importanza di questa opportunità l’autrice - giornalista pubblicista che vive a Caltanissetta, appassionata di letture drammatiche, recitazione e fotografia - che porterà il componimento poetico nello stand della sua casa editrice, Aletti, per farla conoscere ai numerosi visitatori che ogni anno affollano la rinomata fiera editoriale, ricca di eventi e ospiti. I lettori potranno, così, apprezzare i versi che compongono la silloge, in cui emerge l’amore per la natura, la forza di resistere, nonostante le avversità della vita, il valore della solidarietà, il coraggio di “esserci” con determinazione e di sapersi immedesimare in tutte le situazioni, anche quelle che fanno più male.
«Questi eventi sono importantissimi per avvicinare anche i più giovani alla lettura - commenta, così, Marisa Sedita, la sua prima partecipazione al Salone del Libro, giunto alla trentasettesima edizione -. Ciò che mi aspetto è la possibilità di incontrare e, possibilmente, conoscere di persona, gli autori del mondo letterario odierno più rappresentativo».
“D’un fiato, d’un tratto” è composto da liriche brevi ed essenziali, che suggeriscono differenti stati d’animo. Purtroppo, a volte, anche perdite incolmabili di persone care e delusioni. L’autore della Prefazione, Alessandro Quasimodo, poeta, attore e regista teatrale, figlio del Premio Nobel Salvatore Quasimodo, sottolinea come l’opera - pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore - sia un turbinio di emozioni, che cambiano il corso della nostra vita. Tematiche felici si alternano ad altre di solitudine e di vuoto (dalla pandemia alla violenza sulle donne, ai conflitti bellici). Ad arricchire i versi, la presenza di illustrazioni, precisamente acquerelli, realizzati da Donatella Giunta, per dare forza ai sentimenti attraverso il colore, come il nero della violenza e l’azzurro del cielo. Il grigio, il rosa chiaro, il rosso vivace e il verde nelle sue gradazioni. Si tratta di un’opera che, in tutte le sue sfaccettature, è un invito ad alzare gli occhi e guardare il cielo. Come dimostra l’ultima sezione di poesie, un inno alla serenità e alla pace nel mondo. E questo messaggio arriverà dritto anche al Salone Internazionale del Libro di Torino, che quest’anno avrà come titolo: “Le parole tra noi leggere”, un verso tratto da una delle poesie di Eugenio Montale e, in seguito, utilizzato dalla scrittrice Lalla Romano come titolo di un suo romanzo. Un invito a riflettere “sulla forza e la delicatezza del linguaggio”, in grado di unire e creare connessioni.