Politica

Ius scholae e cannabis libera? Meloni chiede le elezioni, Salvini minaccia la crisi di governo

"Aho, ah Letta, e che vo' fa'? Vo' da'  alla ggente 'a droga libbera? Vo' da' 'a cittadinanza all'immigrati? Ma che scherz'amo? Annamo a vota' e poi vedemo che ti dicheno l'italiani su 'ste porcate". 

La sora Giorgia, nel senso della Meloni, la frase sopra riportata non l'ha detta, né in è romanesco, né in italiano... però riassume quello che la presidente di Fratelli d'Italia ha voluto dire a Letta nel messaggio social da lei promosso nell'immagine ad inizio articolo.

Una posizione identica l'ha sostenuta anche il suo alleato, il senatore calabro-lombardo Matteo Salvini che, facendo parte del Governo, ha pure minacciato la crisi perché alla Camera sono approdati i provvedimenti che riguardano la legalizzazione della coltivazione e detenzione per uso personale (da parte di maggiorenni) di massimo quattro piante di canapa e la concessione della cittadinanza ai figli di immigrati che abbiano completato un ciclo scolastico (Ius scholae).

Apriti cielo. Con tutto quello che c'è da fare in Italia ci vogliamo occupare di questa roba? Ma scherziamo? Queste le parole esatte del segretario leghista:

"Incredibile, vergognoso e irrispettoso per gli italiani. In un momento di crisi drammatica come questo, la sinistra mette in difficoltà maggioranza e governo insistendo su cittadinanza agli immigrati e cannabis anziché occuparsi di lavoro, tasse e stipendi".

Una posizione supportata da un altro maître à penser del calibro di Sallusti: 

"Che la sinistra oggi spinga per approvare lo Ius Scholae è soltanto un modo disonesto per mettere in difficoltà il centrodestra e la Lega in particolare. I patti che hanno dato vita al governo Draghi erano altri e assai chiari: si sta insieme solo per combattere Covid e crisi economica. Salvini si è dimostrato sempre leale e responsabile rispetto agli impegni presi: non ha mai forzato la mano".

La prima prima considerazione da fare è molto semplice. I due provvedimenti non riguardano il Governo, ma il Parlamento. Gente del "calibro" di Salvini e Sallusti, dopo anni e anni che si occupano di politica non hanno ancora capito che alla Camera e al Senato possono essere presentate e votate leggi che non riguardano e non impegnano l'agenda di un Governo, un qualsiasi Governo, che sia tecnico o politico. Quindi, chiunque può presentare ciò che vuole. Se finisce in Aula, il provvedimento viene discusso e poi approvato o bocciato. Ma deve essere un concetto complicato da capire per alcuni.

La seconda considerazione comprende, oltre che Salvini (e Sallusti) anche la Meloni e può essere espressa molto semplicemente in questi termini: ma a voi che c.... ve ne frega se uno vuole farsi uno spinello? Perché glielo volete impedire? Tanto per capire... Perché fa male? E allora perché consentite che uno invece si possa attaccare a una bottiglia di grappa e vuotarla senza problemi per poi fare lo stesso con un'altra e così via? 

E perché voler impedire a dei ragazzi stranieri di diventare italiani dopo aver completato un ciclo di studi? Avete forse terrore che diventati italiani si mettano a parlare come Aboubakar Soumahoro, facendovi così sembrare degli analfabeti nel Paese in cui siete nati e di cui pretendete di rappresentare gli interessi? 

La politica delle negazioni degli estremisti di destra è talmente becera che neppure chi la promuove riesce a giustificarla. Così quando i non fascisti si oppongono alla liberalizzazione della cannabis, al ddl Zan,allo ius scholae o altro... non sanno neanche loro il perché e tirano fuori che le priorità sono altre, come se in Parlamento non ci fosse il tempo che per occuparsi di ciò che loro di volta in volta considerano prioritario. E se così fosse, visto che guadagnano 15mila euro al mese per stare in Aula, quando va bene, dal martedì pomeriggio al giovedì mattina, per risolvere il problema basterebbe rivedere il calendario delle sedute.

Ma questa gente, appena sente parlare di diritti va in paranoia, perché i diritti non esistono... per loro. Perché per loro esistono solo le concessioni (naturalmente limitate) da barattare con il voto. 

E poi c'è il Pd che invece di mettere con le spalle al muro questa gente che fa? Chiede i rinvii dei ddl sulla liberalizzazione della cannabis e sullo ius scholae che così verranno discussi la prossima settimana, con la Camera riconvocata per lunedì (miracolo).

Autore Gino Tarocci
Categoria Politica
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