L'amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato italiane, Gianfranco Battisti, in una intervista pubblicata il 6 settembre su Il Sole 24 Ore, annunciava un nuovo piano industriale a supporto del trasporto regionale destinato al traffico dei pendolari e, per chi viaggia sulle Frecce, il rafforzamento dei collegamenti con gli aeroporti al fine di integrare la rete tra l'alta velocità e il "business aeronautico".


Due giorni dopo, il Gruppo FS pubblicava una nota in cui si leggeva che l'8 settembre "un guasto a Torino Porta Nuova alla linea elettrica di alimentazione dei treni (dalle 6 alle 7.30) ha provocato ritardi medi di 70 minuti, con punte fino a 120 minuti, per 8 treni alta velocità e 15 regionali e la cancellazione di 4 treni regionali.

Nelle prime ore della mattinata di oggi sono state registrate anche ripercussioni sulla circolazione derivanti dal guasto di ieri tra Capena e Settebagni (linea Roma – Firenze) che hanno interessato, per Trenitalia, tre Frecce.

Inoltre, dalle 12 alle 15 si è verificato il guasto di un treno alta velocità di un’impresa ferroviaria non appartenente al Gruppo FS tra Anagni e Labico (linea Roma – Napoli), che ha provocato ritardi medi di 60 minuti per 24 convogli, con punte fino a 180 minuti.

Sia per il guasto di questa mattina a Torino Porta Nuova sia per quello di ieri tra Capena e Settebagni sono in corso indagini per chiarire le cause.

In casi come questi, la presenza di un treno fermo in linea comporta la riduzione della capacità complessiva dei binari e un inevitabile effetto coda, soprattutto in fasce orarie caratterizzate da frequenze elevate, come il venerdì pomeriggio.

Nel caso specifico del guasto tra Capena e Settebagni di venerdì 7 settembre, oltre 40 tecnici di Rete Ferroviaria Italiana sono intervenuti per ripristinare i cavi della linea elettrica coinvolti nel guasto (circa 150 metri).

Per recuperare il treno fermo senza diminuire la capacità degli altri binari disponibili, RFI da subito ha disposto l’invio di un locomotore di soccorso. Siccome le attività di recupero si sono però prolungate, è stato poi inviato un ulteriore convoglio vuoto sul binario parallelo, su cui sono stati trasbordati i viaggiatori.

Questa procedura ha determinato l’interruzione della circolazione per motivi di sicurezza anche su questo binario e, quindi, l’ulteriore diminuzione del numero di binari disponibili, con inevitabili ripercussioni sugli altri treni in circolazione e ritardi medi di 180 minuti.
Tutte le operazioni sono state fatte seguendo sempre il principio della massima sicurezza, attraverso protocolli ben precisi che, in situazioni di anormalità così importanti, possono avere impatti molto forti sulla circolazione ferroviaria.

Quanto ai rimborsi, i clienti di Trenitalia rimasti coinvolti nei ritardi sulla linea Direttissima Roma – Firenze il 7 settembre possono ottenere l’indennizzo a loro dovuto già da domani. Trenitalia ha infatti immediatamente attivato le necessarie procedure e adottato alcune misure straordinarie rispetto alle norme in vigore.

Ai viaggiatori del FR 9540 rimasto fermo in linea sarà corrisposto il rimborso integrale del biglietto e un bonus di pari valore, da spendere entro un anno per prossimi viaggi. Per tutti i viaggiatori degli altri treni AV giunti a destinazione con un ritardo superiore ai 180 minuti Trenitalia garantirà il rimborso integrale del biglietto pagato, misura anche questa non prevista dai regolamenti comunitari adottati da Trenitalia. I quali prevedono che, anche in questa circostanza, i passeggeri arrivati a destinazione con 60 minuti di ritardo abbiano diritto a un rimborso cash o a un bonus pari al 25% del biglietto pagato."

Chi è giunto invece a destinazione con un ritardo pari o superiore ai 120 minuti avrà diritto ad un rimborso del 50% del titolo di viaggio, cash o attraverso un bonus. Durante la criticità sono stati potenziati tutti i presidi di assistenza fino a tarda notte nelle principali stazioni: Torino, Milano, Brescia, Bolzano, Verona, Bologna, Firenze, Roma Termini e Tiburtina, Napoli e Salerno. Trenitalia ha garantito a chi aveva perso la propria coincidenza proseguimento con bus e taxi oppure vitto e pernottamenti in hotel."


Da quanto sopra riportato, pubblicato dalle stesse Ferrovie dello Stato, è evidente che il piano industriale di cui parlava l'ad Battisti ha bisogno di essere messo in atto quanto prima, ammesso che possa essere sufficiente, visto il rapporto di quanto accaduto in due soli giorni!