Cultura e Spettacolo

Parte da Milano la protesta dei lavoratori dello Spettacolo in occasione della Giornata Mondiale del Teatro

In occasione della Giornata Mondiale del Teatro, che si è celebrata sabato 27 marzo, il Coordinamento Spettacolo Lombardia ha deciso di occupare il Piccolo Teatro Grassi. Queste le motivazioni:

"Prove per uno spettacolo vivo".Un Parlamento Culturale Permanente per riportare il Lavoro delle attività culturali come urgenza sociale, perché sia prioritaria per il Governo.In occasione della Giornata Mondiale del Teatro, giornata di mobilitazione in tutto il territorio nazionale, il Coordinamento Spettacolo Lombardia ha deciso di intraprendere l'occupazione pacifica di un luogo simbolico come il Piccolo Teatro Grassi di via Rovello (Milano). È stato scelto questo luogo per la sua storia. Il Teatro Grassi è “il primo teatro comunale di prosa d'Italia”, nato con l'impegno di essere "un teatro d'arte per tutti”.Come dicono le parole dei fondatori, il teatro è “il luogo dove una comunità, liberamente riunita, si rivela a se stessa: il luogo dove una comunità ascolta una parola da accettare o da respingere, perché, anche quando gli spettatori non se ne avvedono, questa parola li aiuterà a decidere nella loro vita individuale e nella loro responsabilità sociale”.In queste parole si riconosce il Coordinamento che ha dato vita a questa azione.Viene quindi istituito un Parlamento Culturale Permanente come luogo di incontri, assemblee, dibattiti, laboratori e proposte artistiche.Sono chiamati a partecipare le lavoratrici e i lavoratori, le imprese culturali, le piccole e medie compagnie, le istituzioni e tutte le realtà che compongono il settore, per un'assunzione di responsabilità condivisa.Per costruire una ripartenza sostenibile da tutti, a partire dai più fragili, considerando il Lavoro come centralità e motore di tutte le categorie, non solo del settore culturale.A questa azione partecipano anche le studentesse e gli studenti delle Scuole, delle Università e delle Accademie di Milano come parte integrante e fruitrice del mondo della Cultura. Saranno al nostro fianco oggi per non diventare i precari di domani."Prove per uno spettacolo vivo" è un gesto artistico e politico che rivendica lo spazio che da più di un anno è stato negato alla Cultura, per discutere/denunciare le contraddizioni che la pandemia ha fatto emergere duramente nella nostra società.

La finalità - informano dal Coordinamento - è quella di organizzare un programma che includa momenti interni al Coordinamento Spettacolo Lombardia, momenti pubblici all'interno (a numero chiuso per ragioni sanitarie), momenti pubblici all'esterno. A breve chiariremo bene ma intanto chi vuole passare a salutare e proporre è ben accetto.

I motivi della protesta sono spiegati dai guasti provocati dal Covid al settore dello spettacolo dal vivo come testimoniato dai numeri illustrati dal presidente di Agis, Carlo Fontana: nel 2020 le perdite sono state di 583 milioni di euro; le imprese della cultura inoltre nell'anno della pandemia hanno registrato un calo del 76,7% degli incassi, con una flessione dell'80% per quanto riguarda gli ingressi, che sono passati dai quasi 31 milioni di persone del 2019 ai 6,2 milioni del 2020 legati principalmente agli spettacoli all'aperto della stagione estiva.

Protesta, va ricordato, motivata anche dalle mancate riaperture che erano state promesse, ma ancora una volta rimandate a causa dell'emergenza sanitari. Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha dichiarato che "gli aiuti non si fermeranno. In Italia doveva essere una giornata di festa, una prima ripartenza - ha aggiunto -, purtroppo non è così, la grave emergenza sanitaria non ha consentito la riapertura di teatri e cinema già prevista nelle zone gialle essendo tutta Italia in zona rossa o arancione. Arriverà la riapertura e fino ad allora continueremo ad aiutare". 

Tra gli aiuti, va incluso il finanziamento della 5.a edizione di 18app, il BonusCultura da 500 euro per chi ha compiuto diciotto anni nel 2020 da spendere in libri, musica, cinema, teatro, danza, musei, monumenti e parchi archeologici, eventi culturali, corsi di musica, teatro o lingua straniera, prodotti dell’editoria audiovisiva e, da quest’anno, anche in abbonamenti ai quotidiani anche in formato digitale.

«Il Bonus cultura per i diciottenni - ha dichiarato il ministro -  è un’iniziativa di successo e un investimento importante che in questi anni ha visto crescere sia il volume dei giovani iscritti, arrivati a quasi 1,6 milioni, sia i fondi spesi che hanno superato i 730 milioni di euro. Risorse significative tanto più in questo momento di emergenza».

"Ma intanto in altre città d'Italia, non solo a Milano, i lavoratori dello spettacolo si sono mobilitati e sono scesi in piazza: lo hanno fatto a Torino, dove hanno occupato il ponte Umberto I ("dal governo abbiamo avuto solo elemosina, vogliamo un tavolo di confronto vero") e a Venezia, dove 300 manifestanti hanno occupato per un quarto d'ora il Ponte della Libertà, che collega la terraferma al centro città, dove hanno rallentato brevemente il traffico. Mentre dai sociali tanti protagonisti dello spettacolo da Alessandro Gassmann a Lino Guanciale hanno fatto sentire la loro voce. Nel giorno in cui gli è stata conferita la cittadinanza onoraria dal Comune di Palermo, anche il maestro Riccardo Muti, ha dedicato un pensiero alla riapertura dei teatri, parlando poi della necessità di creare orchestre per fare in modo che i giovani diplomati dei nostri conservatori non debbano essere disoccupati" (fonte Ansa).


Crediti immagine: www.facebook.com/Coordinamentospettacololombardia/posts/156935819625114

Autore Giuseppe Serrone
Categoria Cultura e Spettacolo
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