Cronaca

100 anni dal 4 novembre: «Viva le Forze Armate, viva la Repubblica»

Per onorare i soldati caduti durante la Prima Guerra mondiale, il 4 novembre 1921 ebbe luogo la tumulazione del "Milite Ignoto", nel Sacello dell'Altare della Patria a Roma. Con il Regio decreto n.1354 del 23 ottobre 1922, il 4 Novembre fu dichiarato Festa nazionale.

La data del 4 novembre fu scelta  in ricordo dell'Armistizio di Villa Giusti - entrato per l'appunto in vigore il 4 novembre 1918 - che sancì la fine della guerra e consentì all'Italia di rientrare nei territori di Trento e Trieste,  portando a termine il processo di unificazione nazionale iniziato con il Risorgimento, tanto che sono in molti a definire la Prima Guerra mondiale come la quarta guerra d'indipendenza.

Questa breve introduzione per spiegare meglio il messaggio inviato oggi dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del Giorno dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate - così è oggi chiamata la ricorrenza del 4 novembre, dopo che dal 1977 a causa dell' "austerity" aveva smesso di essere festa nazionale - in base a quanto desiderato dall'allora ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che si adoperò per rilanciare le radici risorgimentali della Repubblica, a partire dall'inno di Mameli.

Questo il testo del messaggio:

«Si ricordano quest’anno quattro importanti anniversari: 160 anni dell’Unità d’Italia, 150 anni di Roma Capitale, 100 anni del trasferimento al Vittoriano della salma del Soldato Ignoto, 75 anni di Repubblica. Momenti fondamentali della nostra storia che troveranno espressione solenne il 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, all’Altare della Patria.In questo giorno il pensiero va a quanti hanno sofferto, sino all’estremo sacrificio, per lasciare alle giovani generazioni un’Italia unita, indipendente, libera, democratica. L’intero popolo italiano guarda con sentimenti di commozione a tutte le vittime delle guerre. La loro memoria rappresenta il più profondo e sincero stimolo ad adempiere ai doveri di cittadini italiani ed europei.Il centesimo anniversario della traslazione del Soldato Ignoto all’Altare della Patria richiama alla coscienza nazionale l’immane sacrificio delle Forze Armate e del Paese intero nei conflitti che hanno attraversato la storia europea del ‘900.La nostra storia è segnata dalla tragedia della Prima Guerra Mondiale: nel dolore condiviso si è cementato un sentimento di fratellanza inestinguibile tra il Paese e i cittadini in uniforme.Oggi gli eredi di quelle tradizioni confermano di rappresentare un patrimonio di virtù civiche, di coesione, responsabilità, a disposizione del Paese.Uomini e donne in uniforme sono sempre pronti a profondere il loro prezioso impegno nell’assolvimento dei compiti loro assegnati da Parlamento e Governo, al servizio della comunità internazionale nelle operazioni di mantenimento della pace e, sul territorio nazionale, al fianco delle altre componenti dello Stato.Soldati, marinai, avieri, carabinieri, finanzieri e personale civile della difesa, il vostro operato, espressione di valore, professionalità e dedizione, è riconosciuto e apprezzato quotidianamente.Nazioni Unite, Alleanza Atlantica e Unione Europea, rappresentano i riferimenti della nostra politica estera e di sicurezza.In seno a questi Organismi l’Italia opera, grazie al vostro contributo, come protagonista per il mantenimento della pace e della stabilità e per salvaguardare i valori di libertà, giustizia e cooperazione sanciti nella Costituzione.La Repubblica sa di poter contare su ciascuno di voi e sull’indissolubile giuramento di fedeltà che avete prestato.A tutti voi e alle vostre famiglie rivolgo in questa occasione l’augurio più cordiale e l’affettuoso saluto del popolo italiano.Viva le Forze Armate, viva la Repubblica.»

Autore Carlo Airoldi
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