Bocelli a Sanremo 25 anni dopo: una standing ovation non giustificata

Bocelli a Sanremo 25 anni dopo: una standing ovation non giustificata

Martedì sera è iniziato il 69esimo Festival di Sanremo. Nato per premiare la canzone italiana e poi i suoi interpreti, adesso, più che mai, sembra diventato una sorta di celebrazione fine a se stessa in cui il contenitore è prevalente sui contenuti. Pertanto, canzoni e cantanti in gara che dovrebbero essere al centro dell'evento finiscono per esserne il contorno, mentre il contorno della manifestazione finisce per diventare l'argomento principale di discussione.

Così, il giorno dopo il Festival, si parla pertanto degli ascolti tv, prima di tutto, poi dell'impatto social, dei presentatori, delle battute, delle gaffe e degli ospiti... uno spazio, ma piccolo, viene anche dedicato ai cantanti.

Una stranezza che, a dire il vero, non è l'unica e neppure, forse, la più evidente. Infatti, quello che stupisce più di ogni altra cosa sono gli applausi e le ovazioni, tutti in piedi, che il pubblico in sala attribuisce anche ad alcune esibizioni che, ben che vada, meriterebbero un applauso di cortesia. Sulla stessa lunghezza d'onda anche i media che, negando l'evidenza dell'udito e della musica tonale, riportano cronache entusiastiche relative ad esibizioni che sono invece l'esatto contrario di come vengono descritte.

Ieri sera, Andrea Bocelli, insieme a Baglioni, ha ricordato la sua partecipazione di 25 anni fa al Festival, cantando in duetto "Il mare calmo della sera". Che Bocelli, da alcuni anni a questa parte non abbia più la stessa voce degli inizi di carriera è alquanto evidente, però, al di là del risultato, almeno gli acuti, seppur non sempre belli per mancanza di sostegno vocale (un fatto naturale dovuto all'età), li aveva sempre cercati e "presi". Oltretutto, è sempre stata una sua caratteristica, dovuta sicuramente ad un'ottima tecnica.

Ieri sera, invece, ha concluso il pezzo mascherando l'acuto finale in parte abbassando la nota richiesta e in parte affidandosi al falsetto. Perché l'abbia fatto non è possibile dirlo. Forse anche per un atto di cortesia, per non far fare brutte figure a Baglioni. Il risultato, comunque, è stato alquanto disastroso, quasi una stonatura.

E il pubblico in sala come ha reagito? Con una standing ovation. E i media che cosa dicono? Prestazione commovente... ma non perché, secondo loro, Bocelli ha fatto piangere perché abbia fatto pena!

Perché criticare quando tutti applaudono? Perché oggi diventa impossibile comprendere se la gente faccia finta di non vedere la realtà oppure se proprio non riesca ad avere occhi, orecchi e cervello per capirla. È questo che sorprende. Infatti, sembra che la gente non sia più in grado, per la maggior parte, di avere un minimo di senso critico e di capacità di giudizio per esprimere una propria opinione.

Ma alla fine dei conti, non è così. Oggi, non accade niente di nuovo rispetto a quello che accadeva anche in passato. Ce lo ricorda il Nerone di Petrolini quando dice: «Lo vedi all'urtimo come è il popolo? Quando si abitua a dire che sei bravo, pure che non fai gnente, sei sempre bra- vo!»

Mi ero dimenticato di questo insegnamento che spiega tutto... e non solo riguardo alla musica e al teatro.

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