Economia

Tradizioni e futuro nel mondo della comunicazione enogastronomica

Qual è il giorno più adatto a pubblicare un post di food su Instagram? Ed è meglio una stories o un post? I ristoranti stellati hanno un futuro? Come è cambiata la comunicazione nel mondo del cibo? Sono solo alcune delle domande che hanno trovato risposta all’evento “TRADIZIONI E FUTURO NEL MONDO DELLA COMUNICAZIONE ENOGASTRONOMICA. Raccontare bene il buono” andato in scena ieri sera e organizzato da PostPro ed Eccellenze Campane, il polo enogastronomico di prodotti campani di alta qualità, nel locale di Milano di via Cusani.

Una tavola rotonda con diversi esperti convocato in un momento particolare per il settore del cibo, in cui il ruolo dei ristoratori appare sempre più centrale: secondo l’ultimo rapporto Fipe

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il 32,7% degli intervistati ha dichiarato di cucinare a pranzo tutti i giorni, percentuale che sale al 53% per la cena, pasto che sta assumendo un ruolo sempre più importante nella nostra vita. Se nel 1998 il 78% delle persone erano solite pranzare a casa, in 20 anni la percentuale è scesa al di sotto del 72%, una contrazione che in assoluto equivale a circa 3,5 milioni di persone.

Tra gli ospiti erano presenti alcuni dei principali giornalisti e blogger del mondo food: Sonia Peronaci, chef e influencer, Fiorella Breglia, food artist e creative chef, Giambattista Marchetto, food editor de Il Sole 24 Ore, Alfredo Faieta, giornalista di FOOD, Matteo Rinaldi, Adjunct Professor presso LUISS Business School e co-fondatore della app PostPro, Alessandro Bocchetti, giornalista e consulente enogastronomico, Giovanni Mineo, Maestro panificatore di “Crosta” e Premio “Pane dell’anno”, con la moderazione di Cristiana Alicata, Direttore generale Eccellenze Campane.

Le firme del food journalism presenti hanno sottolineato alcuni aspetti di come sia cambiata la comunicazione nel mondo del food, dalle differenze che ci sono tra giornalisti e influencer a quali sono le prospettive dell’intero settore.

“Non è necessario intersecare i piani: la recensione o il commento su internet equivalgono al consiglio che un amico può offrire su un certo ristorante - ha spiegato Giambattista Marchetto, food editor de Il Sole 24 Ore – Io non conosco i dettagli di un’automobile, posso dire solo che la ritengo bellissima e funzionale, ma non sono un tecnico, quindi per fare una valutazione è anche una questione di legittimazione della fonte che deve essere autorevole”.

Alfredo Faieta, giornalista del periodico FOOD, ha invece spiegato la sua visione sui nuovi mezzi di comunicazione: “Il blog lo vedo come qualcosa di un po’ stretto e limitante, senza un filtro rappresentato da una redazione. Sull’impatto sul giornalismo del cibo posso invece dire che è stato una novità importante, ma spesso è ancora limitato a una dimensione celebrativa, un esempio è il mito dello chef di successo”.

Alessandro Bocchetti, giornalista e consulente enogastronomico, ha invece tratteggiato un presente a tinte fosche per il settore del cibo e un futuro ancora più incerto: “Stiamo danzando sul Titanic senza accorgercene, i ristoranti stellati sono morti e nei prossimi anni chiuderanno – ha affermato Bocchetti – Nel 2015, secondo il rapporto Fipe, hanno chiuso 25mila aziende del settore e in media ognuna rappresenta tre o quattro posti di lavoro: se ci fosse stato un fenomeno simile in un altro settore se ne parlerebbe su tutti i giornali”. 

A spiegare i giorni migliori in cui pubblicare contenuti sui social è stata Fiorella Breglia, food artist e creative chef: durante un appassionato show cooking che ha concluso l’incontro, ha spiegato che il lunedì e il giovedì sono i giorni migliori in cui pubblicare un contenuto food sui social network. Anche se la domenica sera arriva subito dietro ai momenti migliori per catturare l’attenzione degli internauti. E non è il solo consiglio dispensato dalla nota insegnante di cucina: “Per le immagini di food è essenziale la giusta illuminazione e la luce migliore per ogni scatto resta quella naturale. E ricordate – ha aggiunto Breglia - che anche gli hashtag vanno cambiati”.

Dalla decana dei food blogger Sonia Peronaci è arrivato un altro consiglio alle nuove generazioni: “Quando ho iniziato a scrivere su Giallo Zafferano la cucina esisteva già, quindi guardate le cose con occhi diversi, provate a immaginare come le persone vivranno il settore tra dieci anni: una volta se non si aveva né arte né parte aprivi un bar, mentre oggi non è più possibile”.

Giovanni Mineo, Maestro panificatore di “Crosta” e Premio “Pane dell’anno”, ha invece rimarcato il concetto di umanità: “Abbiamo bisogno di umanità perché quando si cucina si fa qualcosa per gli altri: se facciamo diventare il nostro asset la visibilità e il giudizio degli altri intraprendiamo una strada pericolosa”.

Durante l’evento Matteo Rinaldi, Adjunct Professor presso LUISS Business School, ha presentato PostPro, la app pensata proprio per il mondo dei nuovi mezzi di comunicazione: una nuova piattaforma che consente agli utenti di essere “premiati” per ciò che già amano fare: condividere le loro passioni su Instagram legate al food. L’app incoraggia la creazione di post da parte degli utenti con premi forniti dai partner – ristoranti, bar -  aderenti alla piattaforma.

 

(*) www.fipe.it/media-pubblicazioni/pubblicazioni-ed-editoriali/item/6283-rapporto-ristorazione-2018.html

Autore diegovazzana
Categoria Economia
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