La politica del supereroe e la dabbenaggine degli italiani

La politica del supereroe e la dabbenaggine degli italiani

Da Wikipedia: "Un supereroe è un personaggio immaginario di fumetti, narrativa, cartoni animati o film che si caratterizza per le sue doti di coraggio e nobiltà e che generalmente ha abilità straordinarie, dette superpoteri, rispetto a quelle degli esseri umani normali oltre a possedere un nome e un costume pittoresco.

I supereroi trascorrono la maggior parte del loro tempo combattendo contro mostri, alieni, disastri naturali e supercriminali.

Le storie che hanno per protagonisti i supereroi sono diventate un vero e proprio sotto-genere all'interno del mondo del fumetto, a partire dalle riviste a fumetti statunitensi, per estendere la loro popolarità al mondo del cinema, della televisione, della narrativa e dei videogiochi".

Da aggiungere alla descrizione sopra riportata un'altra informazione importante. I supereroi hanno anche una vita privata, con le loro debolezze e le loro emozioni. Dopo aver combattuto i super cattivi, i supereroi diventano persone normali, anzi super normali, come tutti noi. Ed è questo che li rende accattivanti e simpatici.


Nelle vita di tutti i giorni, al di fuori dei film, dei fumetti e dei videogiochi, i supereroi sono rappresentati dai personaggi pubblici, meteore create da un fatto di cronaca oppure "stelle" del mondo dello spettacolo.

Da un quarto di secolo a questa parte, anche i politici si sono dati da fare - non tutti, ma una buona parte sì - per entrare nella categoria dei supereroi, con alterna fortuna.

Ad inaugurare il settore è stato Silvio Berlusconi che si è inventato i comunisti come nemici a cui opporsi, accompagnando la lotta politica contro di essi con la vita privata e l'esaltazione del successo personale, elemento non comune a tutti, ma utilizzabile e digeribile perché spacciato come ottenuto esclusivamente con le proprie mani ed il proprio sudore.

Un altro che ha tentato di copiarlo è stato Matteo Renzi, che però si è dimenticato di indicare ai suoi tifosi dei nemici veri, ben evidenti, limitandosi a parlare genericamente di gufi. Errore imperdonabile e se ne sono visti i risultati.


L'ultimo supereroe della politica, il migliore di tutti, è adesso Matteo Salvini. A differenza di chi lo ha preceduto, lui è pieno di nemici: oltre ai classici comunisti che racchiudono genericamente i suoi avversari politici, ci sono i migranti, le ong, l'europa, i poteri forti, i professoroni... insomma, chiunque sia per lui conveniente indicare come avversario di turno.

Per lui non esistono provvedimenti da realizzare perché genericamente utili ed efficaci. Tali provvedimenti devono sempre essere accompagnati dal relativo nemico da sconfiggere. La politica secondo Matteo Salvini è la riproposizione di una sceneggiatura di una storia della Marvel.

Sulla stessa lunghezza d'onda anche la fondatrice di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, che ancora però non ha avuto la possibilità di mettere in pratica le sue "storie" facendole coincidere con l'attività di governo.

Entrambi, però, confondono la vita pubblica (politica) con quella privata, informandone via social gli amici. Cene, pranzi, merende, drink, gite, animali e famiglia. Pure le bambine piccole, principesse o regine che siano, vengono utilizzate per promuovere l'immagine del supereroe che, naturalmente, non si lascia certo pregare per continuare in quello che è chiaramente un uso strumentale di un minore nella propaganda politica.

E se qualcuno lo fa notare, non è che il supereroe ammette l'errore, si scusa e mette fine a quella che è ne più né meno la sua ennesima nefandezza... tutt'altro! Il supereroe si indigna, chiama a raccolta le truppe per giustificare l'ingiustificabile e festeggia per aver trovato un nuovo nemico da vincere per appassionare i suoi ascoltatori con l'ennesima fantastica avventura.

Possibile che esistano così tanti italiani disposti a farsi prendere per il naso fino a questo punto?

Categoria Politica
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