I dati Istat di maggio 2016 su industria e commercio al dettaglio e quelli di giugno sul commercio estero extra UE

I dati Istat di maggio 2016 su industria e commercio al dettaglio e quelli di giugno sul commercio estero extra UE

Questa mattina era giornata di consuntivi. I dati che l'Istat ha fornito riguardano fatturato e ordinativi dell'industria e l'andamento del commercio al dettaglio per maggio 2016 e l'andamento del commercio estero extra Ue per giugno 2016.

Fatturato e ordinativi dell’industria.
I dati registrati nell'industria non sono confortanti. A maggio si è registrata una flessione del fatturato del -1,1% e degli ordinativi del -2,8% rispetto ad aprile 2016.

La ripartizione dei dati sul fatturato è uniforme: sia sul mercato interno che su quello estero il calo è di poco superiore all'1%. Invece, per quanto riguarda il calo degli ordinativi, questo è dovuto soprattutto al mercato estero dove si è registrato un -5,7%, mentre più contenuta è la flessione nel mercato domestico con un -0,6%.

Raffrontato allo stesso mese dello scorso anno, il dato sul fatturato è sempre negativo, con un calo in termini tendenziali del -2,7%, pari ad una riduzione del 2,5% sul mercato interno ed una del 3% sul mercato estero.

Invece il raffronto con degli ordinativi con maggio 2015 è ancora più accentuato con un calo del 4,2%. La flessione maggiore è stata registrata nella fabbricazione di mezzi di trasporto con un -29,9%, mentre l'incremento più accentuato si è avuto nel settore e ottica con un +13,0%.


Commercio al dettaglio.
Un dato positivo, seppur in maniera marginale, il dato del commercio al dettaglio, dove si è registrato, rispetto al mese precedente, un incremento congiunturale dello 0,3% in relazione al valore e dello 0,2% in relazione al volume delle merci. Le vendite di prodotti alimentari aumentano dello 0,3% in valore e dello 0,1% in volume; quelle non alimentari crescono dello 0,3% sia in valore sia in volume.

Invece, se il dato è raffrontato con quello di maggio 2015, allora le vendite registrano una netta diminuzione sia nel valore (-1,3%), sia nel volume (-1,8%), con un calo più sostenuto per i prodotti alimentari: -1,8% in valore e -2,0% in volume.

Inoltre, rispetto allo scorso anno, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce sia nelle imprese che operano nella grande distribuzione sia in quelle operanti su piccole superfici: rispettivamente -1,7% e -1,0%.


Commercio estero extra UE.
Anche il commercio estero con i paesi al di fuori dell'Unione Europea non indica dati molto confortanti. Rispetto a maggio 2016, a giugno le esportazioni presentano un incremento, ma solo dello 0,3% con le importazioni in diminuzione dello 0,5%. In saldo il surplus commerciale con un segno positivo di quasi 3,5 miliardi di euro, un miliardo e mezzo in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

A giugno 2016, rispetto al mese precedente, le esportazioni presentano un lieve incremento (+0,3%) mentre le importazioni risultano in diminuzione (-0,5%). Il surplus commerciale (+3.462 milioni) è ampiamente superiore a quello dello stesso mese del 2015 (+2.052 milioni). Un dato che ha due letture. E quella negativa può indicare una contrazione dei consumi interni che sta determinando una sensibile contrazione delle importazioni.

In particolare, a giugno 2016 aumentano le vendite di beni verso il Giappone (+17,0%), la Russia (+5,1%) e i paesi ASEAN (+5,0%), mentre diminuiscono verso i paesi MERCOSUR (-18,2%), la Turchia (-12,6%), gli Stati Uniti (-6,8%) e i paesi OPEC (-3,5%).

Le importazioni sono diminuite da Russia (-46,4%), Svizzera (-14,1%), paesi ASEAN (-10,1%), Cina e Stati Uniti (entrambi -6,1%), mentre hanno registrato una crescita importante gli acquisti dalla Turchia (+21,8%).

Mario Falorni
nella categoria Economia
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