Inps: nessun ottimismo per l'andamento del lavoro nel periodo gennaio-luglio 2016

Inps: nessun ottimismo per l'andamento del lavoro nel periodo gennaio-luglio 2016

L'Inps ha pubblicato i dati sull'andamento del lavoro nel settore privato relativo ai primi sette mesi dell'anno, da Gennaio a Luglio 2016.

Per quanto riguarda i nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato, nel 2014, nel periodo era stati 808.113, nel 2015 1.122.402 (l'anno in cui è entrato in vigore il Jobs Act), nel 2016 743.695.
Rispetto ad un anno fa si sono avuti -378.707 occupati pari ad un -33,7%! Un risultato addirittura peggiore rispetto a quello di due anni fa, dove non erano previsti incentivi di alcun tipo.

Inps: nessun ottimismo per l'andamento del lavoro nel periodo gennaio-luglio 2016

Rispetto ad un anno fa, le assunzioni a termine rimangono pressoché invariate, anche se in leggerissimo aumento.

Avanzano quelle in appendistato con un +15,4%, mentre diminuiscono quelle stagionali del -9%.

Sommando tutte le tipologie relative ai nuovi rapporti di lavoro, tra gennaio e luglio 2016, si registra un calo delle posizioni del -10% (-381.592 unità) rispetto al +10,7% (+368.747 unità) del 2015 in relazione all'anno precedente.

Anche le trasformazioni dei lavoratori da tempo determinato a tempo indeterminato nei primi sette mesi del 2016 sono in pesante calo: -101.757 (pari al -36,2%) rispetto allo scorso anno dove invece erano positive per un +28,6%. Le trasformazioni degli apprentisti a lavoratori a tempo indeterminato sono invece aumentate del 2,8%.

Inps: nessun ottimismo per l'andamento del lavoro nel periodo gennaio-luglio 2016

Su base annua, la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi a luglio 2016 risulta positiva e pari a + 488.000, compresi i rapporti stagionali. Per i contratti a tempo indeterminato, il saldo annualizzato a luglio 2016 è pari a + 541.000.
I dati dell'Inps dimostrano l'insensato ottimismo di Poletti e Renzi sull'andamento del mercato del lavoro in Italia e l'inefficacia della fantastica riforma chiamata Jobs Act. Come si può ancora negare che tale riforma sia stata in grado solo di tasformare i contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, unicamente grazie a degli incentivi insensati che invece avrebbero dovuto esser concessi solo per la creazione di nuovi posti di lavoro?

E come si spiega, adesso, l'ottimismo di Boeri che qualche tempo fa affermava che il Jobs Act funziona? Questo sarebbe il funzionamento?

Mario Falorni
nella categoria Economia
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