Le donne afgane, a Kabul, continuano a manifestare per le vie della capitale in difesa dei loro diritti, sfidando apertamente i talebani che incontrano per strada, ceffi armati di tutto punto che, per ora, nei loro confronti non sono ancora ricorsi alla violenza che da sempre li contraddistingue.

Però, oggi, un primo accenno su quello che in futuro attende le donne afgane i talebani lo hanno svelato, rivelando in un'intervista all'emittente australiana Sbs, rilasciata dal vicecapo della commissione culturale talebana, Ahmadullah Wasiq, ha affermato che lo sport non potrà essere praticato dalle donne, non essendo né appropriato né necessario, a partire dalla nazionale di cricket femminile. 

“Non credo che alle donne sarà permesso giocare a cricket perché non è necessario che le donne giochino a cricket”, ha detto Wasiq. “Nel cricket potrebbero affrontare una situazione in cui il loro viso e il loro corpo non sarebbero coperti. L'Islam non permette che le donne siano viste così. È l'era dei media, ci saranno foto e video, e poi la gente li guarderà. L'Islam e l'Emirato Islamico d'Afghanistan non consentono alle donne di giocare a cricket o praticare un tipo di sport in cui vengono esposte”. 

Su Twitter, il portavoce  del commissario Ue Josep Borrell, Peter Stano, riprendendo una dichiarazione del Relatore speciale delle Nazioni Unite per la libertà di associazione, Clement Voule, ha dichiarato:
 
“Siamo preoccupati per le notizie secondo cui i talebani non stanno rispettando gli obblighi internazionali sui diritti umani su cui l'Afghanistan si è impegnato negli ultimi decenni, incluso il rispetto delle libertà fondamentali senza discriminazioni. Deve essere garantita la libertà di riunione”.