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Alex Zanardi un anno dopo l’incidente

Domani sarà un anno esatto da quando quella maledetta curva su una strada statale della Toscana ha provato a prendersi la vita di Alex Zanardi, impegnato con la sua inseparabile handbike in una staffetta di beneficienza che poi è proseguita per volontà della moglie.

Del resto così avrebbe voluto l'ex pilota di Formula 1 e Indycar: quella staffetta è poi diventata un documentario presentato il mese scorso, che racconta il percorso fatto lungo tutta l'Italia dagli atleti disabili che fanno parte di Obiettivo3, la onlus creata da Zanardi.

"Questo è il giorno più bello della mia vita", aveva detto Zanardi quella mattina prima di darci dentro sull'handbike: una frase che stride con quanto sarebbe accaduto di lì a poco e che resta una delle ultime cose dette dal 54enne bolognese prima che lo scontro con un camion lo mettesse nuovamente a dura prova dopo l'incidente al Lausitzring di 20 anni fa.

Da allora la forza con cui Alex si è aggrappato alla vita è diventata proverbiale: "Non volevo dimostrare niente a nessuno – ha raccontato in questi anni – la sfida era solo con me stesso, ma se il mio esempio è servito a dare fiducia a qualcun altro, allora tanto meglio".

Ma come sta oggi Zanardi? A Repubblica il figlio Niccolò, che è sempre al suo fianco assieme a Daniela, la moglie di Alex, la rlisposto così a Repubblica: "Non lo sappiamo. È sempre lì. Nessuna novità, niente di niente. Siamo anche un po' stressati per questo, non ci sono grandi cambiamenti. Noi non perdiamo le speranze, la fibra è buona".

Zanardi adesso si trova ricoverato all'ospedale di Vicenza, Unità gravi cerebrolesioni, dopo essere passato da cinque ospedali e più di dieci operazioni. Di queste, quattro sono state effettuate nel reparto di neurochirurgia di Padova, dove era stata messa in atto la prima fase della tabella di recupero dall'incidente, un'attività svolta con strumenti non solo medici, ma anche di altro tipo, come, ad esempio, le familiari canzoni di Venditti fatte risuonare nella sua stanza dalla moglie.

Zanardi qualche mese fa ha cominciato a comunicare con la famiglia, adesso è vigile ma l'interazione è ridotta al minimo. Osserva tutto quello che accade intorno a lui, a volte sorride. La strada è ancora molto lunga, ma nessuno ha voglia di mollare: né Alex nè Niccolò e Daniela.

"La vita è sempre degna di essere vissuta, quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa". Questa lezione di Zanardi andrebbe ripetuta ogni mattina quando ci svegliamo. No, Alex non mollerà neanche stavolta.

(Fonte Fanpage.it)

Autore Sonia D’Amico
Categoria Sport
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