I 49 naufraghi a bordo delle due navi umanitarie continuano la loro odissea nel Mediterraneo

I 49 naufraghi a bordo delle due navi umanitarie continuano la loro odissea nel Mediterraneo

Il Primo ministro maltese Joseph Muscat, in un'intervista rilasciata domenica mattina ad una radio locale, ha dichiarato che non permetterà che Malta diventi un centro per migranti che sono stati salvati da navi umanitarie.

Per tale motivo, ha detto di aver voluto evitare di creare un precedente accettando di accogliere i 49 migranti che sono attualmente bloccati al largo della costa di Malta sulle due navi delle Ong Sea-Watch e Sea-Eye.

«Il Governo di Malta ha dovuto trovare un equilibrio tra salvaguardare la vita delle persone e non mettere a rischio Malta e la sua sicurezza nazionale».

Così, la Sea-Watch 3, con 32 migranti a bordo, e la Professor Albrecht Penck, che ne ospita altri 17, mercoledì hanno ricevuto il permesso di entrare nelle acque territoriali maltesi, in modo da mitigare le conseguenze del maltempo.

Muscat ha poi fatto sapere che sono in corso colloqui con le istituzioni europee per trovare una soluzione al problema, anche per il futuro: «Stiamo discutendo con altri Paesi e con l'UE per stabilire di chi sia la responsabilità in questa vicenda e, nel caso si ripresentasse una vicenda analoga, chi debba essere ad assumersene la responsabilità».

La preoccupazione di Malta, come ha ricordato il suo premier, è semplice. Se oggi accogliesse questi 49 migranti, in futuro a Malta potrebbe venir chiesto di fare altrettanto. Si tratta, quindi, di evitare un precedente che possa essere, per gli altri Paesi in Europa, una scusa per togliersi ogni responsabilità.

Muscat non si è dimenticato dell'Italia ricordando al nostro Paese che la scorsa settimana Malta ha accolto 249 migranti: «Lo abbiamo fatto perché era nostro dovere farlo... e lo abbiamo fatto senza puntare i piedi. Queste persone stavano letteralmente affogando e si trovavano nella nostra zona di ricerca e soccorso, così le Forze Armate di Malta le hanno salvate».

Notizia che il ministro dell'Interno Salvini ed il suo principale collaboratore, l'altro vicepremier Di Maio, si sono guardati bene dal rammentare per non far venir dubbi alle granitiche certezze dei loro sostenitori, ormai convinti che i porti italiani debbano essere chiusi ai naufraghi salvati nel Mediterraneo... ma solo se migranti!


Nel frattempo continuano dichiarazioni e appelli.

Questo è ciò che viene dichiarato da Sea-Watch: «Ci viene detto "state a Malta! andate in Italia! entrate in porto! così fate il gioco UE!" etc... NON È FACILE.

Le nostre scelte, giuste o sbagliate, sotto forte pressione mediatica e politica, sono fatte nel tentativo di tutelare le persone a bordo e di poterne salvare altre.»


Questo è l'appello lanciato dal Papa dopo la preghiera dell'Angelus di questa domenica: «Da parecchi giorni quarantanove persone salvate nel Mare Mediterraneo sono a bordo di due navi di ONG, in cerca di un porto sicuro dove sbarcare. Rivolgo un accorato appello ai Leader europei, perché dimostrino concreta solidarietà nei confronti di queste persone.»


I "leader" italiani rispondono con le parole di Salvini che, tra una salsiccia e l'altra, dichiara: «"L’Italia non è Salvinia" dicono quelli della ONG Sea Eye. Fate quello che volete, ma per chi non rispetta le leggi i porti Italiani sono e rimarranno chiusi.»

Categoria Esteri
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