Il lutto, come nasce e come elaborarlo

Il lutto, come nasce e come elaborarlo

Nel percorso del nursing, il lutto è un protagonista importante, che coinvolge tutti coloro che partecipano alla salute e al benessere delle persone.

Il lutto è uno stato emotivo che caratterizza la vita di ognuno di noi, riferito principalmente alla morte di una persona cara. Inoltre, il sentimento del lutto può accompagnare anche altri importanti momenti di cambiamento e separazione quali un trasferimento geografico, un cambiamento nel proprio ruolo sociale, la fine di un lavoro, la nascita di un figlio malato o l'impossibilità di mettere al mondo un figlio, la separazione dal coniuge. Il senso di vuoto psichico, emotivo e, a volte, anche fisico, determina spesso un profondo stato di confusione tale da far sì che la persona si trovi senza più punti di riferimento. Oltre a tutto, ci si può ritrovare a non riuscire più a tollerare tutte quelle situazioni che richiamano fortemente il lutto appena subito. Indipendentemente dalle differenze semantiche, sono presenti analogie sufficienti nell'esperienza del dolore e della perdita di una persona amata per legittimare il lutto come una sindrome che ha segni, sintomi, decorso e risoluzione prevedibili. L'espressione del dolore si estende a un'ampia fascia di emozioni, che dipendono dalle aspettative e dalle norme culturali e dalle circostanze della perdita. L'elaborazione del dolore è un complesso processo psicologico di distacco dall'attaccamento che si esplica attraverso il dolore del lutto.
Il lutto è considerato una risposta normale in virtù della prevedibilità dei suoi sintomi e del suo corso. Inizialmente si manifesta come uno stato di shock, esprimibile come una sensazione di intontimento e un senso di smarrimento. Questa evidente incapacità di comprendere quanto è accaduto può risultare di breve durata ed è accompagnata da espressioni di sofferenza e di dolore. Si possono anche manifestare astenia, inappetenza, calo ponderale e difficoltà di concentrazione, di respirazione e di comunicazione. I disturbi del sonno possono comprendere difficoltà nell'addormentarsi, periodi di veglia notturna e risvegli prematuri. Accade spesso di sognare la persona scomparsa, dopo di che chi stava sognando si risveglia con un senso di delusione nello scoprire che era solo un sogno.
Il rimorso è un fatto comune, sebbene sia meno accentuato nel dolore normale rispetto a quello patologico. I pensieri di rimorso si focalizzano normalmente su alcuni atti relativamente minori di omissione o reazione verso la persona scomparsa. Un fenomeno conosciuto come senso di colpa si manifesta in persone che sono alleviate dal fatto che la morte è capitata a qualcun altro e non a loro.
Nel periodo della perdita si manifestano forme di negazione; spesso l'individuo che ha perso una persona cara inavvertitamente nega il decesso o agisce come se non fosse mai accaduto. I tentativi di continuare il rapporto perduto sono evidenziati dal conservare gli oggetti che appartenevano alla persona scomparsa o che ricordano il dolore (oggetti di legame).
La sensazione della presenza della persona scomparsa può essere così intensa da costituire un'illusione o un'allucinazione. Nel dolore normale, tuttavia, chi sopravvive si rende conto che la percezione non è reale. Nell'ambito di ciò che è stato chiamato fenomeno d'identificazione, chi sopravvive può assumere qualità, atteggiamenti o caratteristiche del defunto per perpetuarlo in modo concreto. Tale manovra può potenzialmente diventare un'espressione patologica, con l'insorgenza di sintomi fisici analoghi a quelli provati dalla persona scomparsa o suggestivi della malattia che ne ha provocato la morte.

John Bowlby ha ipotizzato quattro fasi del lutto:

- lo stadio 1 è una prima fase di disperazione acuta, caratterizzata da stordimento e protesta. Vi può essere immediato rifiuto e sono comuni crisi di rabbia e di dolore. La fase può durare da alcuni momenti a giorni e può interessare periodicamente la persona afflitta per tutta la durata del processo di lutto.
- lo stadio 2 è una fase d'intenso desiderio e di ricerca della persona deceduta; è caratterizzata da irrequietezza fisica e da preoccupazione eccessiva verso il morto. La fase può durare alcuni mesi o anche anni in forma attenuata.
- lo stadio 3, descritto come una fase di disorganizzazione e di disperazione, la realtà della perdita comincia a essere accettata. Domina una sensazione che la vita non sia reale e la persona afflitta sembra essere chiusa in se stessa, apatica e indifferente. Spesso si verificano insonnia e calo ponderale così come la sensazione che la vita abbia perso il suo significato. La persona addolorata ricorda costantemente lo scomparso; insorge un inevitabile senso di delusione quando la persona che ha subito la scomparsa di una persona amata riconosce che i ricordi sono solo ricordi.
- lo stadio 4 è una fase di riorganizzazione, durante la quale gli aspetti acuti del dolore cominciano a ridursi e la persona afflitta comincia ad avvertire un ritorno alla vita. La persona perduta viene ora ricordata con un senso di gioia, ma anche di tristezza, e la sua immagine viene interiorizzata.

Elaborazione del lutto: prima di tutto non è mai facile o semplice dare consigli, ma qualcosa si può fare.

- Esprimete i vostri sentimenti. Nascondere i propri sentimenti di dolore può creare ancora più problemi.
- Accettate aiuti esterni. Gli amici possono fare in modo che momenti difficili diventino più facili. Per molte persone la fede religiosa e l’appoggio dei membri della comunità ecclesiale possono costituire un’importante consolazione.
- Chiedete aiuto. I parenti e gli amici desiderano offrire un aiuto, però spesso non
sanno cosa fare. Se i sentimenti di disperazione e inutilità persistono chiedete il supporto di medici o psicologi.
- Siate tolleranti e comprensivi con voi stessi.
Alcuni giorni saranno più difficili di altri, però riuscirete a superarli.
Evitate di prendere decisioni importanti fino a che non vi sarete rimessi completamente dalla perdita
subita.
- Riposatevi molto. Avrete più energie per occuparvi dei problemi quotidiani e partecipare alle normali vicende della vita.
- Fate attenzione alle indisposizioni. Mal di testa, nausea, acidità di stomaco, difficoltà respiratorie, perdita di peso, insonnia e mancanza di energia possono essere in relazione con la situazione di tensione e di stress.
- Cercate obiettivi a breve termine: fate una lista di attività semplici e brevi, come: scrivere lettere, vedere amici, o preparare il vostro piatto preferito; poi inseguite obiettivi a medio e lungo termine.
- Iscrivetevi ad associazioni, club o organizzazioni. Stare con persone che hanno i vostri stessi interessi può essere gratificante e divertente.
- Frequentate dei corsi. Informatevi sui programmi di educazione per adulti ed i corsi universitari della vostra zona. Scegliete una materia o attività che avreste sempre desiderato esplorare.
- Lavorate come volontari. Aiutando gli altri si aiuta anche se stessi.
- Valutate i vostri obiettivi professionali. Se non avete un lavoro potete desiderare di cominciarne uno; se non siete soddisfatti del vostro lavoro attuale potete considerare di cambiarlo.

Per le persone vicine a soggetti con un lutto:
- Cercate di essere presenti. Anche solo stare vicini alla persona in lutto può costituire un grandissimo aiuto. Non abbiate paura di abbracciarla o di darle la mano. (Se non potete
esserle vicini fisicamente scrivete, telefonate, mandate dei fiori, fate tutto quanto vi è possibile per dimostrare la vostra preoccupazione).
- Ascoltate. Chi sa ascoltare con pazienza e comprensione può offrire molto conforto e sollievo. Incoraggiate l’autonomia e l’indipendenza. Una persona in lutto può aver bisogno che le si ricordi che è capace e può condurre un nuovo stile di vita.
- Cercate di essere pazienti. Per accettare la perdita di una persona cara ed affrontare i necessari cambiamenti occorre del tempo.
- Aiutate nelle faccende domestiche. Potete evitare che la persona in lutto si senta costretta a compiere alcune faccende domestiche, come fare la spesa o pulire la casa.
- Aiutate a rispondere ai biglietti di condoglianze. Scrivete insieme alla persona in lutto lettere o altra corrispondenza destinata a ringraziare per la partecipazione al lutto.
- Aiutate a preparare i pasti. Portate qualcosa a casa della persona in lutto o invitatela a cena. Offritevi per rispondere al telefono e prendere messaggi.

Conclusioni
Superare un lutto è una prova molto difficile.
Il dolore è una risposta normale, fisiologica, ad una perdita.
La mancata elaborazione di una perdita significativa può provocare:
- malattie somatiche;
- problemi psicologici;
- talvolta, morti anticipate.

Bibliografia

Sigmund Freud, Lutto e melanconia, opera completa di Sigmund Freud, Volume VIII, Boringhieri, Torino 1980.
Livia Crozzoli Aite, Assenza più acuta presenza, Ed. Paoline, Milano 2003.
Elisabeth Kübler Ross, La morte e il morire, Cittadella Editrice, 1984.

 

Categoria Salute
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