Istituzioni e squallore morale

Istituzioni e squallore morale

Erano le 11.37 di martedì 14 agosto quando a Genova il Viadotto Morandi è rovinosamente collassato trascinando nel baratro decine di mezzi che lo stavano percorrendo.

Dopo pochi minuti radio e televisioni già davano notizia della immane ed assurda tragedia che stava colpendo non solo Genova e la Liguria ma il nostro Paese.

Già dalle prime notizie era apparso evidente che la macchina dei soccorsi, attivata con efficienza ed immediatezza, avrebbe dovuto fare fronte ad una terribile catastrofe con decine di persone sepolte sotto tonnellate e tonnellate di macerie.

Come cittadino, sconvolto da un evento così drammatico, mi aspettavo che in quelle ore il ministro degli interni si precipitasse a Genova per coordinare il piano di interventi con Prefettura, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Croce Rossa, Polizia, Istituzioni locali, e per  disporre, come rappresentante del governo, i primi provvedimenti a livello nazionale.

Le ore, invece, trascorrevano inesorabili e la latitanza del ministro degli interni risultava sempre più incomprensibile.

Solo il giorno dopo, un ampio reportage fotografico, postato in internet da un raggiante portavoce nisseno della Lega, documentava, urbi et orbi, che in quella stessa sera del 14 agosto, mentre a Genova si scavava tra le macerie e si piangevano i morti, il titolare del Viminale, Matteo Salvini, aveva preferito fermarsi a Furci Siculo per abbuffarsi in allegria al luculliano banchetto organizzato in suo onore dai militanti leghisti.


Menefreghismo? Irresponsabilità istituzionale? Cinismo? Stupidità politica?

Per davvero non saprei cosa scegliere, anche perché la riprova che il ministro Salvini o non abbia compresa la gravità della tragedia oppure se ne sia fottuto, la si ha leggendo un suo twitt postato mentre smaltiva i fumi dell’alcol delle abbondanti libagioni: “In una giornata così triste una notizia positiva. La nave Ong AQUARIUS andrà a Malta e gli immigrati verranno distribuiti tra Spagna, Francia, Lussemburgo, Portogallo e Germania. Come promesso non in Italia, abbiamo già fatto abbastanza. Dalle parole ai fatti!”


Come definire se non penoso cinismo di un rappresentante delle Istituzioni anche il solo immaginare che il dolore per la perdita di 39 vittime ed il ferimento di decine di cittadini innocenti potesse essere alleviato dall’insulso compiacimento perché AQUARIUS attracchi a Malta e non in un porto italiano?

Ora commiserare Matteo Salvini sarebbe solo tempo inutile.

Trovo angosciante, invece, che troppi inebetiti dimostrino di comprendere e giustificare i comportamenti di questo ministro, per di più vicepremier di un governo in cui Di Maio ed i ministri pentastellati fingono, per meschino opportunismo, di non vedere l’esempio di squallore morale che viene offerto agli Italiani, a quelli con la “I” maiuscola che ancora per fortuna esistono.

Categoria Politica
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