Nel "giorno della collera" un palestinese è morto e decine sono stati quelli feriti

Nel giorno della collera un palestinese è morto e decine sono stati quelli feriti

Una collera che è iniziata con la protesta e poi è sfociata nella violenza. Le manifestazioni di fedeli che si sono riuniti dopo la preghiera del venerdì a Gerusalemme Est e in altre località della Cisgiordania e di Gaza, per far sentire la loro protesta utilizzando solo slogan che hanno avuto come oggetto Gerusalemme, pietre e Kalashnikov, sono poi sfociate in scontri con polizia ed esercito israeliano.

Scontri che anche oggi hanno causato decine di feriti, ma purtroppo anche un morto. Un palestinese, nei pressi del confine di Gaza, che è stato volutamente colpito dagli israeliani perché stava incitando altri manifestanti al lancio di pietre contro le forze di sicurezza di Israele.

Giovedì sera - in un messaggio televisivo - uno dei leader di Hamas, Ismail Haniyeh, aveva chiamato a raccolta il popolo palestinese e le nazioni arabe e islamiche per dare l'avvio ad una nuova intifada e resistere all'occupazione israeliana, in risposta all'annuncio di Trump di riconoscere Gerusalemme come "capitale dell'Occupazione Sionista".

Al pari di quanto sostiene la destra israeliana, anche per Hamas Gerusalemme è una città unica e indivisibile, ma con l'unica differenza che deve essere una città palestinese e non israeliana.

All'atto pratico, Haniyeh ha invitato l'Autorità Palestinese a dichiarare terminati gli accordi di Oslo, ad accelerare i passi della riconciliazione e dell'unità nazionale e a dare nuovamente pieni poteri all'OLP per affrontare l'occupazione e le ingiuste decisioni politiche statunitensi nei confronti di Gerusalemme e della Palestina.

Sottintendendo Gerusalemme città santa, Haniyeh ha inoltre chiamato le nazioni arabe e islamiche a riunificarsi per affrontare la decisione statunitense e sostenere la causa palestinese nella sua lotta per la libertà, anche boicottando l'amministrazione USA per la sua complicità nel privare i palestinesi dei loro diritti.

E a tale scopo, Haniyeh ha elogiato l'invito del presidente turco Recep Tayyip Erdogan a tenere quanto prima un summit dei Paesi islamici per affrontare la scelta di Trump.

Haniyeh ha concluso il proprio discorso annunciando proteste di massa anche per i prossimi giorni e ricordando che la lotta di Hamas è unicamente contro l'occupazione israeliana e che le sue armi saranno dirette solo verso l'occupazione.

Nel frattempo, Trump ha confermato la "bontà" della propria decisione con un tweet in cui ha ricordato che, riconoscendo Gerusalemme come capitale di Israele, aveva dato seguito ad una sua promessa elettorale e alla volontà espressa dal Congresso nel 1995, ma sempre disattesa da Clinton, Bush e Obama.



Categoria Esteri
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