Secondo il rapporto finanziario annuale di Stellantis, nel 2023 all'a.d. Tavares va un compenso di 23,5 milioni di euro, che comprende un superbonus da 10 milioni di euro per il "matrimonio" avvenuto nel 2021 tra PSA e FCA. Per la precisione, lo scorso anno Tavares ha guadagnato 13,5 milioni di euro, 1,4 milioni in meno rispetto al 2022, ma grazie al super-premio il suo stipendio è cresciuto del 55%.

C'è da aggiungere anche che Stellantis, in relazione ai risultati dell'esercizio 2023, ridistribuirà quasi 1,9 miliardi di euro ai suoi dipendenti e 7,7 miliardi di euro agli azionisti, tra dividendi e un programma di riacquisto delle azioni già in loro possesso.

Adriano Olivetti, che qualche merito lo ha avuto, era solito dire: "Nessun dirigente, neanche il più alto in grado, deve guadagnare più di dieci volte l'ammontare del salario più basso".

L'amministratore delegato della Fiat di quegli anni, Vittorio Valletta, guadagnava 12 volte il salario di un operaio. Oggi il salario di Tavares è nell'ordine di centinaia di volte.

Perché sottolinearlo? Perché i fantastici risultati di Stellantis e di Tavares si intrecciano con la nuova cassa integrazione a Mirafiori per tutti gli oltre 2.000 lavoratori della 500 elettrica e della Maserati da lunedì 22 aprile fino a lunedì 6 maggio compreso.

Il nuovo stop - ricordano i sindacati - arriva dopo la cassa integrazione che già è in corso per i 1.260 lavoratori della 500 elettrica e il contratto di solidarietà in vigore fino a dicembre a rotazione per i 960 dipendenti della linea della Maserati.



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