Ecco il perché i 5 Stelle hanno presentato prima del voto la lista dei ministri del loro governo... anche al Quirinale

Ecco il perché i 5 Stelle hanno presentato prima del voto la lista dei ministri del loro governo... anche al Quirinale

Giuseppe Conte alla Pubblica amministrazione, deburocratizzazione e meritocrazia, Alessandra Pesce all'Agricoltura, Pasquale Tridico al Lavoro, insieme a Lorenzo Fioramonti Sviluppo Economico sono i nuovi ministri del governo 5 Stelle presentati agli italiani durante il programma di La7, DiMartedì, condotto da Giovanni Floris. Ad esser precisi, Lorenzo Fioramonti era già stato annunciato in una intervista al Corriere pubblicata lunedì scorso. I nuovi ministri si vanno ad aggiungere a quello dell'Ambiente già annunciato la scorsa settimana. E fanno cinque.

Cerchiamo di rispondere ad alcune domande che, va da sé, sorgono spontanee di fronte a questa "strategia" dei 5 Stelle di voler annunciare la squadra di governo prima del voto e di farlo in questo modo, un poco alla volta. Non solo, a questi due aspetti c'è da aggiungere il perché aver voluto tirare in ballo in questa vicenda anche il presidente della Repubblica. Cerchiamo di capire, un passo alla volta.

Prima di tutto, questa strategia è pura e semplice propaganda, pubblicità elettorale, oltretutto gratuita. Snocciolando "a puntate" la cosiddetta squadra di governo, i media non possono non dar risalto ai 5 Stelle che, bene o male che sia, finiranno sui titoli di quotidiani e tv, tutti... amici e avversari. Così quando verranno annunciati i ministri "top" (interno, esteri ed economia) al comizio di venerdì che chiuderà la campagna elettorale, anche alla vigilia del voto i media avranno i 5 Stelle nei titoli di apertura.

Quindi, come è evidente, si tratta di pubblicità che, oltretutto, viene fatta ai 5 Stelle gratuitamente, persino dagli avversari che criticano l'iniziativa.

Che cosa ha a che fare il Quirinale con tutto questo? Dal punto di vista della sostanza, assolutamente nulla. Dal punto di vista mediatico, invece, molto. La situazione è simile ai 100mila e passa euro (o forse sono di più?) relativi alla penale che i 5 Stelle chiedono ai loro candidati eletti nel caso non rispettino il mandato e decidano di abbandonare o di opporsi alle decisioni di maggioranza dei rispettivi gruppi parlamentari di Camera e Senato. È una regola che i candidati hanno accettato per poter essere presenti nelle liste elettorali del Movimento, ma che tutti, ma proprio tutti, sanno essere anticostituzionale e, pertanto, non può essere applicata e fatta valere in nessun tribunale.

Ma allora a che serve? Nella sostanza dei fatti assolutamente a nulla, ma a livello mediatico fa credere all'elettore "meno attento" che i candidati dei 5 Stelle, una volta votati, non potranno mai cambiare casacca... loro sono diversi dagli altri. Ovviamente, dal punto di vista tecnico e giuridico, non è così... ma che importa! Quel che serve è che la gente, poca o tanta che sia, lo creda!

Qual è il ruolo di Mattarella in tutto questo? Far credere agli elettori, grazie al fatto che Di Maio gli ha inviato la lista dei ministri di un governo 5 Stelle, che lui l'abbia certificata per il solo fatto di averla ricevuta! Dal punto di vista istituzionale è sicuramente uno sgarbo e, quasi, una provocazione. Ma dal punto di vista promozionale è sicuramente una mossa "geniale", oltretutto a costo zero. Infatti, pochi elettori si indigneranno per questo... e chi riesce a capirlo il motivo dell'indignazione? Invece, tra coloro che avevano già votato 5 Stelle ci sarà grande soddisfazione e conferma della bontà della propria scelta... mentre gli indecisi potranno interpretare il "presunto" placet di Mattarella come uno sdoganamento del Movimento.

Veniamo, infine, all'ultimo aspetto della faccenda. I 5 Stelle, come ossessivamente e ostinatamente gli avversari cercano di descriverli, vengono indicati come sprovveduti e incapaci. Addirittura lo stesso Gentiloni, di solito placido e calmo tanto da far pensare che sia la riproposizione di Romano Prodi, ha finito per sposare questa linea.

Con la mossa di far conoscere agli elettori chi sarà a governare il Paese nel caso, una volta vinte le elezioni, dovessero esser loro a formare il nuovo governo, i 5 Stelle hanno mostrato che a mettere in pratica il loro programma non saranno dei politici qualunque come vogliono far credere gli avversari, ma dei tecnici, persino esterni al Movimento, che sono tutti professori universitari, in grado persino di leggere e scrivere, oltre che di formulare frasi di senso compiuto.

In pratica, un colpo allo stomaco, quasi da KO, per chi ha proposto la Lorenzin ministra della Sanità e la Fedeli ministra dell'Istruzione! E adesso come faranno gli avversari politici a dire che i 5 Stelle sono incapaci e che il loro governo potrà esser formato solo da analfabeti che non sono in grado né d'intendere, né di volere?

Fabrizio Marchesan
Categoria Politica
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