Sarebbero al massimo 116 i civili uccisi dai droni, secondo Obama

Sarebbero al massimo 116 i civili uccisi dai droni, secondo Obama

Finalmente il governo americano ha reso pubbliche le informazioni relative al numero di morti causati da operazioni aeree, condotte prevalentemente mediante l'impiego di droni, la tattica preferita dal presidente Obama.

Nei primi sette anni dell'amministrazione Obama, fra il 2009 ed il 2015, sono stati effettuati 473 interventi aerei, in larghissima maggioranza con dei droni, provocando la morte di un numero di terroristi compreso fra 2.372 e 2.581.

Negli attacchi sarebbero stati uccisi fra 64 e 116 civili.

Le cifre fornite non comprendono le operazioni condotte in quelle che vengono definite zone di guerra, come Afghanistan, Siria ed Iraq, e nel rapporto non viene specificato dove gli interventi hanno avuto luogo.

Sono in molti, però, a ritenere che i numeri resi pubblici dal governo americano siano molto inferiori a quelli reali. Secondo il Bureau of Investigative Journalism i civili uccisi dai droni in Pakistan, Yemen e Somalia durante l'amministrazione Obama sarebbero più di 800. Mentre, già nel 2013 il senatore repubblicano del Sud Carolina, Lindsey Graham, sostenne che in totale le vittime dei droni erano più di 4.700.

Sarebbero al massimo 116 i civili uccisi dai droni, secondo Obama

Forse la decisone di pubblicare queste informazioni nel pomeriggio del venerdì che precede il lungo weekend del 4 luglio può non essere stata causale e potrebbe nascondere il tentativo di far sì che passino quanto più possibile inosservate.

Nel rapporto, si precisa anche che persone morte in un attacco aereo, delle quali non si hanno informazioni precise, sono considerate dei civili. Si è voluto così smentire quanto sostenuto in passato da alcuni quotidiani, secondo i quali il governo avrebbe definito combattente qualsiasi maschio in età da poter essere arruolato, rimasto ucciso a seguito di un'incursione.

Il presidente Obama ha emanato anche un decreto, che impone di considerare la protezione dei civili una priorità ed obbliga i governi futuri a rendere pubblico ogni anno il numero dei civili rimasti uccisi. Nel decreto si legge anche che eventuali discrepanze fra le cifre ufficiali e quelle pubblicate da associazioni esterne all'amministrazione dovranno essere accuratamente analizzate.

La pratica delle uccisioni mirate, lontane dai campi di battaglia, ritenute da molti dei veri e propri omicidi, è iniziata durante la presidenza Bush ed ha registrato un grosso incremento durante quella di Obama, grazie anche alla possibilità di impiegare droni sempre più sofisticati, con i quali è stato possibile raggiungere anche località prima inaccessibili.

Che le cifre fornite siano reali oppure sottostimate, si tratta pur sempre di un bilancio non trascurabile per un presidente che può vantarsi di essere stato insignito del premio Nobel per la pace e che durante i suoi due mandati ha fatto tutto il possibile per deludere le aspettative di quanti ne avevano salutato con favore l'elezione.

Piero Rizzo
nella categoria Esteri
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