Marte alle Hawaii. Cosa significa vivere per un anno sul pianeta rosso

Marte alle Hawaii. Cosa significa vivere per un anno sul pianeta rosso

Finalmente sono potuti uscire all'aperto senza indossare le tute spaziali, come hanno fatto per un anno intero. Tanto è durato un esperimento che ha inteso simulare la permanenza su Marte, condotto dalla Nasa in collaborazione con l'università delle Hawaii e chiamato HI-SEAS (Hawaii Space Exploration Analog and Simulation) 

Marte alle Hawaii. Cosa significa vivere per un anno sul pianeta rosso

Sei persone, un fisico tedesco, un astrobiologo francese e quattro americani, fra cui un geologo, un architetto, un medico e un pilota, hanno vissuto per 12 mesi all'interno di una cupola alta sei metri e con un diametro di undici, sul vulcano hawaiano di Mauna Loa, a 2500 metri di altezza, in un contesto che l'assenza di vegetazione rendeva molto simile al pianeta rosso.

Potevano, naturalmente, uscire ma solo dopo aver indossato una tuta spaziale. Le comunicazioni con il mondo esterno erano limitate allo scambio di email, con risposte che non arrivavano mai prima di 20 minuti, l'intervallo di tempo necessario per comunicare fra la Terra e Marte.

La simulazione, infatti, doveva essere quanto più possibile fedele a quella che potrà diventare una realtà in un futuro non troppo lontano, dal momento che la Nasa ha previsto l'invio di un equipaggio su Marte entro il 2030.

Marte alle Hawaii. Cosa significa vivere per un anno sul pianeta rosso
Importante è stato soprattutto analizzare gli aspetti psicologici legati ai conflitti interpersonali che potevano sorgere fra individui costretti a vivere per un periodo così lungo in un ambiente ristretto e con risorse molto limitate.

A ciascuno dei partecipanti era stato affidato un diverso progetto di ricerca. La tedesca Christiane Heinicke ha verificato la possibilità di estrarre acqua dalla pietra lavica. Un esperimento coronato dal successo che dimostra come sia possibile trovare acqua in un terreno apparentemente secco e che lascia ben sperare che la stessa cosa sia fattibile anche su Marte.

La prima richiesta dei sei ricercatori, al momento dell'uscita, è stata quella di poter fare un tuffo nell'oceano e di avere qualcosa di fresco da mangiare, soprattutto frutta, insalata e verdura, tutti cibi che non hanno potuto toccare per 365 lunghi giorni.

Questa non è la prima simulazione nell'ambito del progetto HI-SEAS e altre ce ne saranno in futuro. Le precedenti hanno avuto durate più bervi, comprese fra i quattro e gli otto mesi. Quella appena conclusasi è stata la seconda più lunga dopo un analogo esperimento russo del 2010, durato 520 giorni.

Marco Cantone
nella categoria Scienza e Tecnologia
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