Martina si dimette da segretario del Pd. L'11 novembre, forse, l'Assemblea Nazionale per indire il Congresso

Martina si dimette da segretario del Pd. L'11 novembre, forse, l'Assemblea Nazionale per indire il Congresso

Al Forum per l'Italia, organizzato dal PD, che si è svolto a Milano nell'ultimo weekend di ottobre per riassumere le proposte e le idee - oltre 24mila - ricevute dagli italiani tramite la campagna "Il futuro ci ascolta" lanciata dal partito, Maurizio Martina, a sorpresa, ha comunicato le proprie dimissioni da segretario reggente, accelerando il percorso per il Congresso, in modo da dare al più presto al Pd un segretario politico che indichi una nuova linea da proporre agli elettori prima delle elezioni europee della prossima primavera.

Nonostante la sconfitta del 4 marzo, il Pd è finora rimasto ostaggio dell'ex segretario Matteo Renzi, che ha fatto di tutto perché il partito non discutesse le ragioni della sconfitta e non scegliesse una nuova linea politica da cui ripartire dopo il fallimento del "renzismo".

Per Matteo Renzi era fondamentale capire come potersi riproporre agli elettori: se farlo con un nuovo schieramento politico o se rimanere all'interno del Pd cercando di far nominare segretario un proprio delfino. Nel frattempo, nonostante fosse un ex segretario, ha così continuato a comportarsi come se fosse il segretario in carica, facendo dichiarazioni su qualunque argomento di attualità e mettendo dei diktat sulle scelte di Martina... sminuendone così la figura e il ruolo. Renzi doveva far capire al suo "zoccolo duro" che non era politicamente morto e che a breve sarebbe di nuovo tornato al timone... del Pd o di una nuova formazione politica.

Risultato? Nei sondaggi delle intenzioni di voto, il Pd ha continuato a perdere consensi.

Per evitarne la disgregazione, quest'oggi, Maurizio Martina ha annunciato le sue dimissioni: «Con questo Forum si completa il mio mandato ricevuto dall'Assemblea nazionale a luglio. Nei prossimi giorni con la segretaria nazionale concluderemo questa fase.

Chiedo alla presidenza di riconvocare l’Assemblea in tempi giusti, l’11 novembre è una data buona, perché il mandato da luglio era questo: costruire un percorso dove raccogliere idee per una prospettiva e preparare il PD ad nuova battaglia.

L’Assemblea sarà l'inizio di una nuova fase che si aprirà e servirà per proseguire il lavoro iniziato a piazza del Popolo e proseguito oggi.»

I candidati alla segreteria sono già scesi in campo. Adesso tocca all'Assemblea Nazionale definire procedure e tempi per le due fasi del Congresso che porteranno all'elezione del nuovo segretario.

Ed occorrerà che ciò avvenga nel più breve tempo possibile, per consentire al partito di arrivare all'appuntamento delle europee "preparato" e capace di indicare agli elettori chi e che cosa voglia effettivamente rappresentare, perché «alle prossime elezioni europee - come ha ricordato Martina - ci sarà chi vuole distruggere l’Europa e chi si vuole attivare per rinnovarla. Questa è la sfida delle prossime elezioni e Sanchez - il premier socialista presente al Forum - ci ha insegnato come si costruisce l’alternativa.... guardate la manovra economica in Spagna (varata con il contributo e l'appoggio di Podemos).»

Il commento di Gianni Cuperlo: «Non abbiamo bisogno di una nuova cordata di potere, ma di una politica e di una proposta che dia alternativa politica e sociale a questa destra. Solo così il congresso acquista il senso di una scelta vera. Perché l'unità è figlia della chiarezza... » 

E mettendo in guardia contro i pericoli del trasformismo, Cuperlo ha aggiunto: «Non ho condiviso molto di quanto fatto da Renzi, ma trovo insopportabile che chi l’ha fatto spieghi a chi non li ha condivisi i gravi errori fatti. Nessuna abiura, ma discontinuità sì.»

Categoria Politica
Attendere...