Altro morto sul lavoro, più di 600 dall'inizio dell'anno, nello stabilimento FCA di Cassino

Altro morto sul lavoro, più di 600 dall'inizio dell'anno, nello stabilimento FCA di Cassino

A perdere la vita nell'ennesimo incidente sul lavoro, avvenuto nelle prime ore di questo martedì, è stato un dipendente addetto alla manutenzione all'iinterno dello stabilimento FCA di Piedimonte San Germano, a Cassino.

Si chiamava Fabrizio Greco, aveva 40 anni ed abitava a Pontecorvo, un paese della zona.

L'incidente, per il quale l'intervento dei sanitari è stato pressoché inutile, è avvenuto nel reparto presse a freddo. Le cause non sono state ancora stabilite e le indagini sono ancora in corso In base alle prime notizie, Greco, insieme ad un collega, sarebbe intervenuto a sbloccare una pressa, ma ne sarebbe rimasto schiacciato, riportando una profonda ferita al collo che ne avrebbe causato il decesso.

I sindacati confederali, oltre ad indire uno sciopero di di 8 ore su tutti e tre i turni di lavoro non hanno accettato di parlare di fatalità perché, nonostante il fatto sia accaduto in uno stabilimento di una delle aziende più importanti che operano in Italia, pochi giorni fa dei delegati sindacali avevano lanciato al suo interno un allarme relativo alla sicurezza.

Ancor meno diplomatica è l'Unione Sindacale di Base che parla di vero e proprio omicidio "legato a condizioni di sfruttamento che vanno combattute e rimosse. Lo stabilimento di Piedimonte San Germano nel tempo è stato colpito pesantemente da ristrutturazioni e tagli, e in questi giorni FCA ha chiesto altre ore di CIG.

In questi casi, prima di attivare la CIG, le aziende serrano i ritmi per saturare gli impianti e rispettare le commesse in chiusura. I tempi quindi si stringono, le macchine devono andare ad ogni costo e ci si deve sbrigare a rimettere a posto i macchinari.

Quest’omicidio poteva accadere in qualsiasi stabilimento FCA e del suo indotto, dove le condizioni di sicurezza sono ancora più drammatiche. Nel gruppo FCA c’è un solo livello contrattuale: il CCSL che al suo interno prevede ritmi di lavorazione che saturano oltre il 95% le operazioni dei lavoratori, cui si aggiunge il taglio delle pause di 10 minuti che ha portato l’aumento di 6 giorni lavorativi… senza aumento di salario".

Per la Fiom, "continua la scia di incidenti mortali, determinati spesso dalle condizioni di lavoro" (sono ben oltre i 600 dall'inizio dell'anno). "È ora di finirla. Serve un confronto sugli investimenti, sulla formazione e sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. È necessaria un’iniziativa del Governo per aumentare la prevenzione e i controlli con i servizi ispettivi, ormai sempre più in carenza anche di personale".

Per la Cisl, "è agghiacciante la morte del giovane operaio alla Fca di Cassino. Ancora una tragedia inaccettabile in un luogo di lavoro. La Cisl è vicina alla sua famiglia. Serve una mobilitazione di tutta la società civile e provvedimenti urgenti sulla sicurezza. Bisogna fermare questa strage. Il cordoglio non basta".

Categoria Cronaca
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