Il piano  dI vaccinazione anti covid , che è  senza dubbio la  più grande vaccinazione di massa dei nostri tempi, è stato illustrato dal commissario all'emergenza pandemia, Domenico Arcuri, nel corso di un incontro Governo-Regioni, alla presenza dei ministri della Salute Roberto Speranza e per gli Affari Sociali Francesco Boccia.
 
Il piano è stato illustrato in un documento sottoscrito da Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Salute, Iss, Aifa ed Agenas dove vengono individuate nel dettaglio 
“le linee di indirizzo relative alle azioni che sarà necessario implementare al fine di garantire la vaccinazione secondo standard uniformi nonché il monitoraggio e la valutazione tempestiva delle vaccinazioni durante la campagna vaccinale”.

Queste le seguenti categorie da vaccinare in via prioritaria nelle fasi iniziali:

Operatori sanitari e sociosanitari. Gli operatori sanitari e sociosanitari “in prima linea”, sia pubblici che privati accreditati, hanno un rischio più elevato di essere esposti all'infezione da Covid-19 e di trasmetterla a pazienti suscettibili e vulnerabili in contesti sanitari e sociali. Inoltre, è riconosciuto che la vaccinazione degli operatori sanitari e sociosanitari in prima linea aiuterà a mantenere la resilienza del servizio sanitario. La priorità di vaccinazione di questa categoria è supportata anche dal principio di reciprocità, indicato dal framework di valori Sage e rappresenta quindi una priorità assoluta.
 
Residenti e personale dei presidi residenziali per anziani. Un'elevata percentuale di residenze sanitarie assistenziali (Rsa) è stata gravemente colpita dal COVID-19. I residenti di tali strutture sono ad alto rischio di malattia grave a causa dell’età avanzata, la presenza di molteplici comorbidità, e la necessità di assistenza per alimentarsi e per le altre attività quotidiane. Pertanto, sia la dei presidi residenziali per priorità per la vaccinazione.
 
Persone di età avanzata. Un programma vaccinale basato sull'età è generalmente più facile da attuare e consente di ottenere una maggiore copertura vaccinale. È anche evidente che un programma basato sull'età aumenti la copertura anche nelle persone con fattori di rischio clinici, visto che la prevalenza di comorbidità aumenta con l'età. Pertanto, fintanto che un vaccino disponibile sia sicuro e efficace nelle persone di età avanzata, considerata l’elevata probabilità di sviluppare una malattia grave e il conseguente ricorso a ricoveri in terapia intensiva o sub-intensiva, questo gruppo di popolazione dovrebbe rappresentare una priorità assoluta per la vaccinazione. Le priorità potrebbero cambiare sostanzialmente se i primi vaccini disponibili non fossero considerati efficaci per gli anziani.


Per i vaccini che necessitano di catena del freddo standard (tra i 2° e gli 8°) si adotterà un modello di distribuzione "hub and spoke", con un sito nazionale di stoccaggio e una serie di siti territoriali di secondo livello. Il sito nazionale di stoccaggio dovrebbe essere l'aeroporto militare di Pratica di Mare come comunicato in questi giorni dallo stesso commissario Arcuri.
 
Per quanto riguarda invece i vaccini che necessitano di catena del freddo estrema, questi verranno consegnati direttamente dall’azienda produttrice presso 300 punti vaccinali, che sono stati condivisi con le Regioni.


Punti vaccinali, organizzazione delle sedute vaccinali e figure coinvolte
Nella fase iniziale della campagna vaccinale si prevede una gestione centralizzata della vaccinazione con l’identificazione di siti ospedalieri o peri-ospedalieri e l’impiego di unità mobili destinate alla vaccinazione delle persone impossibilitate a raggiungere i punti di vaccinazione. Il personale delle unità vaccinali sarà costituito da un numero flessibile di medici, infermieri, assistenti sanitari, Oss e personale amministrativo di supporto. Si stima, al momento, un fabbisogno massimo di circa ventimila persone
 
Il dimensionamento del personale è stato definito con l'obiettivo di garantire la somministrazione di 60 milioni di dosi, equivalente alla vaccinazione di 30 milioni di persone, entro 7 mesi.

Per ogni punto di somministrazione si prevede la presenza di un'equipe composta da 1 medico e 4 infermieri. Mentre per la somministrazione domiciliare ci sarà1 medico e 1 infermiere. I punti di somministrazione saranno attivi 7 giorni su 7 mentre per la somministrazione di vaccini a domicilio si prevede per le equipe impegnate un lavoro di 5 giorni settimanali. Si prevede di riuscire ad eseguire 6 vaccinazioni ogni ora presso i punti di somministrazione e 3 a domicilio.


Aifa promuoverà l’avvio di alcuni studi indipendenti post-autorizzativi sui vaccini Covid, e si doterà inoltre di un Comitato scientifico che, per tutto il periodo della campagna vaccinale, avrà la funzione di supportare l’Agenzia e i responsabili scientifici dei singoli studi nella fase di impostazione delle attività, nell'analisi complessiva dei dati che saranno raccolti, e nell’individuazione di possibili interventi.

Sarà condotta un'indagine sierologica su un numero rappresentativo di individui vaccinati con i singoli vaccini utilizzati nel nostro Paese, con l'obiettivo di valutare la specificità della risposta immunitaria, la durata della memoria immunologica, e identificare i correlati di protezione. Il monitoraggio verrà coordinato dall'Iss. Gli esami saranno eseguiti immediatamente prima della vaccinazione (tempo zero) e a distanza di 1, 6 e 12 mesi. Le evidenze scientifiche raccolte saranno poi pubblicate ed utilizzate a fini informativi e valutativi. 


Siamo certamente di fronte a qualcosa di ciclopico, una vaccinazione di massa in un periodo di grossa crisi per un virus nuovo e tanti aspetti di questa vaccinazione e del suo successo, compresa la durata della risposta immunitaria, sono ancora da verificare. D'altra parte non poteva essere diversamente: da un lato abbiamo un visus nuovo, dall'altro un vaccino nuovo, approntato comunque con urgenza e del quale manca un campione di soggetti vaccinati che sia significativo (milioni di persone) e manca l'informazione principale, quella relativa alla durata del suo effetto anti Covid, ammesso che tale effetto sia realmente significativo.

 "L’analisi costo-efficacia avrà come profilo di valutazione l’analisi dei costi sanitari diretti e indiretti della pandemia Covid 19, l’analisi dei costi diretti e indiretti della vaccinazione, nonché l’analisi costo-efficacia della vaccinazione contrapposta alle sole misure di mitigazione di Sanità Pubblica. In tal senso sarà opportuno stratificare i dati epidemiologici per strati di età, genere, variabili socio- economiche e comorbidità".


Al seguente indirizzo è possibile scaricare il documento completo:

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