Nel 18° sabato di protesta i gilet gialli ricorrono di nuovo alla violenza per ridare slancio al loro movimento

Nel 18° sabato di protesta i gilet gialli ricorrono di nuovo alla violenza per ridare slancio al loro movimento

I gilet gialli sono scesi in piazza anche questo sabato, per la 18.a volta da quando la protesta è iniziata. Composto da varie anime, il movimento nato per caso, dopo aver ottenuto molte concessioni da parte del Governo francese alla fine dello scorso anno, progressivamente ha perso lo slancio iniziale.

Anche la via politica, che guardava alle elezioni europee, è progressivamente "evaporata" e ben due ipotesi di partito sono ben presto finite nel nulla, con buona pace di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista che già avevano annunciato futuri accordi e progetti unitari.

Il 9 marzo, secondo i dati ufficiali, solo 28.600 persone erano scese in strada in tutta la Francia, e tra queste non più di 3mila a Parigi, il dato più basso dal 17 novembre, data di inizio della protesta.

Pertanto, i presunti capi dei gilet gialli sono ricorsi all'unica arma che, secondo loro, poteva dare un nuovo slancio al movimento: la violenza.

E così 1500 delle circa 8mila persone che intorno alle 13 di sabato stavano dimostrando nella capitale, hanno iniziato a fare barricate nelle vie del centro di Parigi, utilizzando ciò che era disponibile alla bisogna, prendendo d'assalto e distruggendo negozi e ristoranti, fino ad arrivare a dar fuoco, nell'avenue Franklin Roosevelt, alla sede di un'agenzia della banca Tarneaud, collegata al Credit du Nord, andata completamente distrutta.

Per tenere a bada i manifestanti, la polizia da una parte ha usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua, dall'altra ha iniziato ad effettuare arresti con 64 persone fermate, numero riferito solo al primo pomeriggio.

Nei giorni scorsi, uno dei leader tra i più radicali della protesta aveva pubblicato un video in cui invitava i francesi a una grande mobilitazione a Parigi, esortandoli a nuove e non meglio specificate forme di protesta.

Per quanto riguarda l'aspetto politico della vicenda, dopo due mesi dall'avvio del "grande dibattito nazionale" voluto da Macron per dialogare direttamente con la popolazione, il consenso dei gilet gialli nei sondaggi è progressivamente calato, mentre è di nuovo in aumento quello del presidente francese e del suo partito, tanto che al momento sarebbe quello che otterrebbe più consensi alle prossime elezioni europee.

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