Quota 100 e TFR agli statali: dal Governo un regalo alle banche pagato da tutti i contribuenti italiani

Quota 100 e TFR agli statali: dal Governo un regalo alle banche pagato da tutti i contribuenti italiani

Come ha ricordato il premier Conte, bisognerà ancora attendere una settimana per conoscere i contenuti effettivi del reddito di cittadinanza e della revisione della legge Fornero, la cosiddetta "quota 100". Una bozza di decreto che riguarda i due provvedimenti, comunque, è stata diffusa.

Così sappiamo che, per quanto riguarda la possibilità di anticipare la pensione, chi la sceglierà dovrà anche tener conto del fatto che potrà avere i soldi del trattamento di fine rapporto, il cosiddetto tfr, solo dopo aver raggiunto il momento in cui avrebbe maturato il diritto alla pensione con la legge precedente: 43 anni e 3 mesi per gli uomini, 42 anni e 3 mesi per le donne.

In sostanza, se una persona ha 62 anni di età e 38 di contributi, per avere il tfr dovrà attendere 5 anni. Ma per gli statali la situazione parrebbe diversa.

In base al comma 2 dell’articolo 23 della bozza diffusa dal Governo, "le pubbliche amministrazioni stipulano apposite convenzioni con gli istituti di credito per l’erogazione anticipata dell’indennità di fine servizio".

In pratica, le banche potranno anticipare il tfr al lavoratore fino a 5 anni e prima di venir saldate dallo Stato prenderanno degli interessi per cui saranno "preventivamente fissati i limiti dei tassi".

Qualche giorno fa, la ministra della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, in un'intervista televisiva ha detto che trattative sono in corso con gli istituti di credito per quanto riguarda la contrattazione di tassi di interesse da applicare da parte delle banche sugli anticipi del tfr e che il costo del prestito graverà sia sul lavoratore che sullo Stato.

Quindi, anche se non è ancora possibile sapere quale sarà il tasso a cui le banche potranno anticipare il tfr, è pacifico che il costo dell'operazione sarà finanziato anche da tutti i contribuenti, i cui soldi finiranno per far aumentare i profitti delle banche.

Ma Luigi Di Maio non aveva detto che nella "manovra del popolo" avrebbe aumentato le tasse solo per le banche, le compagnie d’assicurazioni, i giochi ed i grandi operatori del web?

Adesso, oltre al fatto che quel maggior carico fiscale sarà comunque traslato sui consumatori (cosa che già sapevamo), possiamo anche prendere atto che, almeno per le banche, sono previsti ulteriori regali pagati dai contribuenti italiani.

Pertanto, rispetto a prima, quale sarebbe il cambiamento?

Categoria Economia
Attendere...