Cronaca

Ecco come l'assessore Gallera ha giustificato il ritardo delle vaccinazioni anti-Covid in Lombardia

Secondo gli ultimi dati pubblicati dal ministero della Salute, il 3 gennaio sono state solo 2.416 le somministrazioni di vaccino anti-Covid effettuate nella regione Lombardia, nonostante sia quella che, al momento, abbia ricevuto il maggior numero di dosi: 80.595.

Il motivo? Lo ha spiegato la regione stessa sabato sera, con questa dichiarazione: "Al via il 4 gennaio, il piano effettivo di somministrazione del vaccino anti-Covid che, nella prima fase, coinvolgerà unicamente operatori sanitari e sociosanitari, residenti e personale RSA. Previste 10.000 dosi al giorno".

Pertanto, le vaccinazioni finora effettuate devono considerarsi un'anomalia. Qualche perplessità, però, tale andamento l'ha suscitata, visto che nel momento in cui erano state comunicate le quantità assegnate alle singole regioni dei primi vaccini giunti in Italia, i vertici della regione Lombardia avevano protestato perché quelli inviati nel Lazio erano di più.

Pertanto, il fatto che pur avendo ricevuto il numero più alto di dosi in Italia, la Lombardia non abbia ancora iniziato a vaccinare il personale sanitario e gli anziani delle RSA ha destato più di una perplessità.

Sul tema, è intervenuto l'ormai ineffabile assessore alla Sanità della Lombardia, Giulio  Gallera, che in un'intervista a La Stampa ha giustificato il ritardo in questi termini:

"Ci avevano detto che i vaccini sarebbero arrivati a metà gennaio, poi il 4 gennaio. E noi ci siamo organizzati per quella data. Solo nelle strutture sanitarie pubbliche ci sono 120 mila dipendenti. Non ci si può improvvisare, abbiamo preparato un’agenda. Il 31 era l’ultimo giorno dell’anno, poi ci sarebbero stati tre giorni di festa.Abbiamo medici e infermieri che hanno 50 giorni di ferie arretrate. Non li faccio rientrare in servizio per un vaccino nei giorni di festa. Ma assicuro tutti che faremo in tempo, nei tempi previsti. La vaccinazione è una priorità. E il 17 gennaio iniziamo con i richiami per chi ha avuto una prima somministrazione". 

Ed in relazione ai numeri del ritardo (sopra riportati) Gallera, in perfetto stile Antonio Conte dichiara:

"Agghiacciante una simile classifica. Per non parlare di quelle regioni che hanno fatto la corsa per dimostrare di essere più brave di chissà chi. Noi siamo una regione seria. Partiamo domani con 6000 vaccinazioni al giorno nei 65 hub regionali. I conti facciamoli tra 15 o 20 giorni". ..."La priorità è il personale sanitario, ma non tutto il personale di un reparto. Non possiamo correre il rischio di bloccare una struttura se ci fosse qualche reazione allergica. Anche questo weekend sono state fatte delle vaccinazioni. Ma per noi si parte il 4 gennaio. Iniziamo con 6 mila vaccinazioni al giorno, poi andremo a crescere nel numero in tutti i 65 hub lombardi. Naturalmente dobbiamo vedere quanti vaccini ci verranno mandati. Iniziamo con il personale sanitario, poi gli anziani ospiti delle Rsa, i più fragili e infine per fasce di età. Nelle Rsa stiamo facendo un lavoro capillare tra operatori e pazienti. Abbiamo per gli anziani ospiti il problema di tutori e famigliari". ...

Ad incorniciare le parole di Gallera ci sarebbe un modo dire che sarebbe perfetto, ma troppo esplicito per non essere offensivo. Quindi, ripiego su un'alternativa meno cruda, ma ugualmente adatta alla circostanza: meglio un silenzio (che sembri) sensato piuttosto che parole senza senso.

Autore Egidio Marinozzi
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