Mentre il "turbo" ministro Di Maio dice di aver risolto a tempo di record, dopo un anno, la crisi della Pernigotti - con la cooperativa torinese Spes che rileverà il ramo d'azienda che produce il cioccolato e il torrone e l'imprenditore Giordano Emendatori che rileverà il ramo relativo ai preparati per i gelati - e aver offerto alla Whirlpool nuovi sgravi per mantenere la produzione di frigorefi a Napoli, l'Unione Inquilini gli ha inviato una lettera, recapitata per conoscenza anche al ministro Moaevero, in relazione al Reddito di Cittadinanza.

Secondo quanto dichiarato da Massimo Pasquini, Segretario Nazionale Unione Inquilini, Di Maio e Moavero hanno dimenticato di pubblicare il decreto per l'elenco dei Paesi extracomunitari nei quali è impossibile produrre documenti ai fini Isee, scaduto il 30 giugno scorso, escludendo così 130mila migranti dal reddito di cittadinanza e dal contributo affitto.


Questo il testo della nota:

Unione Inquilini/Cub denuncia il persistere una grave inadempienza da parte dei Ministri Di Maio e Moavero. Una legge applicata a metà anzi ad excludendum ma chi è fuori legge è il Governo che non emana il decreto scaduto lo scorso 30 giugno, così 130.000 migranti sono esclusi dal reddito di cittadinanza, ma anche dal contributo affitto fino a 280 euro mensili con le gravi conseguenze che da questo possono venire in termini di morosità e sfratti.

L'Inps ha emanato una circolare che ha sospeso le domande del reddito di cittadinanza presentate da cittadini extracomunitari che non rispettino i criteri stabiliti dal reddito di cittadinanza per accedervi. Sarebbero 130 mila i cittadini fuori dai parametri.

“Particolare attenzione, ai fini dell'accoglimento della richiesta del beneficio Rdc/Pdc – si legge nella circolare Inps - va posta alle previsioni di cui all'articolo 2, commi 1-bis e 1-ter, secondo cui i cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea devono produrre una certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, sui requisiti di reddito e patrimoniali, nonché sulla composizione del nucleo familiare.

La norma prevede che la certificazione debba essere presentata in una versione tradotta in lingua italiana e legalizzata dall'autorità consolare italiana (che ne attesta la conformità all'originale)”.

In realtà quanto sopra riportato va raccordato con il comma 1 ter che afferma: "Le disposizioni di cui al comma 1-bis non si applicano: .... nei confronti di cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea nei quali e' oggettivamente impossibile acquisire le certificazioni di cui al comma 1-bis.

A tal fine, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, e definito l'elenco dei Paesi nei quali non è possibile acquisire la documentazione necessaria per la compilazione della DSU ai fini ISEE".

Ora il termine per il decreto che doveva contenere l'elenco dei Paesi nei quali non e' possibile acquisire la documentazione necessaria per la compilazione della DSU ai fini ISEE, non è stato pubblicato e questo fa si che ben 130.000 richiedenti siano esclusi dalla possibilità di avere il reddito di cittadinanza.

Ad oggi sono il Ministro del lavoro e il Ministro degli esteri ad essere inadempienti, non avendo applicato la legge in una parte di loro competenza avente un termine scaduto lo scorso 30 giugno, da ben oltre 35 giorni. Di Maio e Moavero Milanesi come la risolviamo questa vostra inadempienza e in che tempi, dato che sono già scaduti?”