Mimmo Lucano? Per la Cassazione non ha commesso alcun reato e può tornare a Riace

Mimmo Lucano? Per la Cassazione non ha commesso alcun reato e può tornare a Riace

Nel cambiamento e dintorni regna il silenzio. Stavolta gli idrofobi rappresentanti del sovranismo (Lega e FdI) ed i suoi distratti sostenitori (M5S) non sembrano interessati a comunicare agli altrettanto idrofobi sostenitori che il sindaco di Riace non è colpevole e pertanto non ha commesso alcun reato, se non quello di solidarietà che però, nonostante l'impegno dei rappresentanti del cambiamento, non è ancora diventato punibile.

E per tale motivo la Cassazione ha annullato il divieto di dimora a Riace per Mimmo Lucano, disposto dal Tribunale della libertà di Reggio Calabria lo scorso 16 ottobre in relazione all'inchiesta avviata dalla Procura di Locri.

Per la Cassazione, i servizi, tra cui quello della raccolta rifiuti, affidati dal Sindaco dal sindaco Lucano a due cooperative, sono stati adottati con "collegialità" e con i "prescritti pareri di regolarità tecnica e contabile da parte dei rispettivi responsabili del servizio interessato".

Inoltre, per la Cassazione, non solo non sono provate le "opacità" nell'affidamento di quei servizi alle cooperative L'Aquilone e Ecoriace, ma Lucano ha addirittura agito secondo la legge, che consente "l'affidamento diretto di appalti" a favore di cooperative sociali "finalizzate all'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate", purché gli importi del servizio siano "inferiori alla soglia comunitaria".

E per l'accusa dei falsi matrimoni? Secondo la Cassazione, Lucano si sarebbe attivato unicamente per favorire la permanenza in Italia della sua compagna Lemlem. Invece, l'accusa relativa ai matrimoni di comodo "poggia sulle incerte basi di un quadro di riferimento fattuale, non solo sfornito di significativi e precisi elementi di riscontro, ma addirittura escluso da qualsiasi contestazione formalmente elevata in sede cautelare".

E i "campioni" del sovranismo avevano descritto Lucano come un mezzo delinquente che favoriva l'immigrazione per i suoi interessi personali. E che dire poi di chi ha promosso l'inchiesta che ha portato all'arresto di una persona senza che ci fossero le basi giuridiche per la configurazione di un reato.

A sinistra si è commentato in questo modo la decisione della Cassazione.

Secondo Maurizio Acerbo, segretario nazionale e responsabile immigrazione di Rifondazione Comunista, e Stefano Galieni, Sinistra Europea, "la Corte di Cassazione ha riconosciuto che il sindaco di Riace Mimmo Lucano non ha frodato nessuno ed ha agito unicamente in nome della solidarietà.

Dopo sei infernali mesi in cui è stato prima costretto agli arresti domiciliari e poi è stato esiliato dal suo paese, divenuto in Europa e nel mondo, modello di accoglienza e fratellanza, Mimmo Lucano potrà finalmente tornare a casa.

Ma alla gioia che proviamo si accompagna la profonda indignazione contro chi ha scientemente distrutto un'esperienza unica.

Riace ripartirà e Rifondazione Comunista, insieme al vasto mondo solidale e antirazzista sarà ancora con Mimmo Lucano, ma ora è giusto che chi ha causato questi danni ne paghi anche politicamente le conseguenze".

Categoria Cronaca
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