Nizza: un caso di "rapidissima radicalizzazione" secondo il ministro degli Interni francese

Nizza: un caso di rapidissima radicalizzazione secondo il ministro degli Interni francese

Prosegue l'inchiesta delle magistratura francese sul massacro di Nizza del 14 luglio. Mohamed Lahouaiej-Bouhlel viene ancora definito attentatore da tutti i media, anche se non esistono prove evidenti che dietro il folle gesto ci siano motivazioni legate al radicalismo islamico.

Le autorità sembrano quasi sforzarsi di dimostrare in tutti i modi che di atto terroristico si tratta. Del resto ridurre tutto al gesto di un pazzo chiuderebbe la porta alla possibilità di sfruttare i fatti di Nizza a scopo interno (prolungamento dello stato di emergenza e leggi speciali) e sul piano internazionale (inasprimento dell'intervento in Siria).

Ed ecco allora che, nell'impossibilità di dimostrare legami jihadisti per Lahouaiej-Bouhlel, il ministro degli Interni Bernard Cazeneuve (nella foto in alto) arriva perfino a dire che l'uomo si sarebbe "radicalizzato molto rapidamente".

Ma gli agenti dell'antiterrorismo si chiedono come abbia potuto in poco tempo farsi conquistare dal radicalismo islamico, senza destare l'attenzione dei servizi segreti.

Nizza: un caso di rapidissima radicalizzazione secondo il ministro degli Interni francese

Lahouaiej-Bouhlel è stato descritto da chi lo conosceva come un uomo violento, impulsivo, che maltrattava la ex-moglie e i bambini, non frequentava le moschee ed era solito ubriacarsi. Non riusciva ad accettare la separazione dalla moglie e un abitante del quartiere dove abitava lo aveva sentito ripetere, negli ultimi tempi, che sua moglie avrebbe presto sentito parlare di lui.

Sembrerebbe trattarsi, comunque, di un gesto premeditato. Lahouaiej-Bouhlel avrebbe smesso di bere da due settimane e avrebbe fatto due sopralluoghi sulla Promenade des Anglais.

Nizza: un caso di rapidissima radicalizzazione secondo il ministro degli Interni francese

Dopo aver noleggiato il camion bianco da 19 tonnellate, si sarebbe recato sul lungomare di Nizza martedì 12 e mercoledì 13 luglio, quindi nei due giorni precedenti quello dell'attacco. E' stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza al volante del mezzo, mentre scruta attentamente i luoghi.

Tutto questo, però, non avvalora l'ipotesi che si tratti di un atto di terrorismo. Fra l'altro è mancato un elemento caratterizzante della gesta di terrore di matrice islamica: nessuno dei testimoni gli ha sentito pronunciare la frase "Allah è grande".

Mauro Sartini
nella categoria Esteri
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