Legge di Bilancio: il cambiamento del Governo è solo in peggio rispetto al passato

Legge di Bilancio: il cambiamento del Governo è solo in peggio rispetto al passato

Mentre stanno procedendo alla Camera le votazioni per l'approvazione definitiva, ed in extremis, della legge di Bilancio dello Stato per il prossimo anno, si possono comunque trarre delle conclusioni rispetto a quanto è avvenuto.

Prima di qualsiasi cosa, possiamo affermare, senza ombra di dubbio che il cambiamento annunciato da questo Governo è rimasto solo nelle speranze di chi lo ha annunciato.

È vero, la linea politica che sta alla base dell'attuale manovra è sbilanciata verso coloro che in passato sono stati aiutati poco, e spesso ignorati, dai precedenti governi. Questo è un cambiamento ed è innegabile... ma per il resto, restando ai fatti, nulla è cambiato rispetto al passato.

La manovra del popolo doveva essere una manovra che avrebbe segnato l'indipendenza dell'Italia dai diktat dell'Europa. Abbiamo visto com'è finita. Dopo tre mesi di tira e molla, con la coda tra le gambe, gli ex ganassa del cambiamento si sono rimangiati una ad una dichiarazioni e promesse, finendo per accettare tutto quello che già a settembre il loro ministro dell'economia, Tria, aveva concordato con la Commissione Ue.

E tra i diktat, l'attuale Governo ha dovuto accettare pure ben 50 miliardi di clausole di salvaguardia, coperte da aumenti Iva già concordati per gli anni successivi al 2019. Che cosa ci sarebbe di diverso rispetto al passato? Nulla, a parte il fatto che nel passato le clausole di salvaguardia erano 4 volte inferiori!

E che dire poi della propaganda che fa dichiarare al premier Conte e ai suoi due tutori, i vicepremier Salvini e Di Maio, che la manovra attuale è quella che è stata presentata all'inizio, nulla cambia nella sostanza e tutti ne trarranno vantaggio? In pratica, anche in queste ore, i principali rappresentanti del Governo pretendono di far credere che dopo i tagli imposti da Bruxelles tutto sia miracolosamente rimasto come prima.

Non è così. È solo che il Governo del cambiamento utilizza adesso ciò che ha rinfacciato in passato al Governo Renzi: l'uso spregiudicato della menzogna. Qualche esempio? L'ecotassa che, secondo Di Maio, non era una tassa perché non impattava sui possessori di auto. E ti credo, visto che graverà solo su chi l'auto la deve acquistare. Le pensioni da 1500 euro lorde non diminuiranno... è vero, ma neppure aumenteranno, tanto che sono previsti, in tre anni, dei mancati adeguamenti che peseranno nelle tasche dei pensionati per 2,5 miliardi (3,5 secondo la Uil). Non solo... per far tornare i conti, anche istruzione e sanità dovranno tirare la cinghia per il prossimo triennio. E questo dovrebbe essere un vantaggio per i cittadini che hanno dei figli da mandare a scuola o che devono curarsi?

Soldi e benefici che vengono promessi a chi più ne ha necessità sono stati recuperati ricorrendo a tagli, mancati finanziamenti, nuove tasse... il tutto negando pure l'evidenza. C'è qualcosa di nuovo rispetto al passato? Oggi sarebbe cambiato qualcosa rispetto a quanto avveniva ieri? No, perché anche ieri i precedenti governi facevano altrettanto.

Se un cambiamento è avvenuto, di certo non è avvenuto in meglio. Infatti, i due provvedimenti bandiera del Governo su cui si basa la manovra del popolo sono una chimera, nessuno ne conosce per certo platea e modalità di applicazione: sapremo tutto solo tra qualche mese. E questo sì che è un cambiamento rispetto al passato, ma è difficile pensare che possa considerarsi in meglio.

Come è difficile credere che, rispetto al passato, possa essere migliore la modalità con cui questa legge di bilancio è stata approvata! Il Parlamento non l'ha discussa, e non ha potuto leggerne i singoli provvedimenti. Al Senato è stata votata letteralmente al buio, tanto da violare palesemente ciò che la Costituzione chiaramente indica per l'approvazione di leggi analoghe. Anche in questo caso, ad esser precisi, rispetto al passato un cambiamento c'è stato, ma non certo in meglio.

Inutile entrare nel merito dei contenuti della legge di bilancio e delle diatribe politiche tra i due partiti di maggioranza che ne stanno alla base per indicarne tutti i problemi e le innumerevoli criticità.

Quello che già nella forma è più che evidente e dimostrato è che il tanto auspicato cambiamento semmai sia avvenuto è in realtà solo una triste ripetizione di ciò che avevamo visto in passato. L'unica novità è che oggi si è fatto pure di peggio.

Categoria Politica
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