Politica

Eugenia Roccella alla "Famiglia"... e ci preoccupavamo per Fontana

Questo governo inizia già a connotarsi con un'impronta retrograda e oscurantista. Dopo Fontana alla Camera ora abbiamo Eugenia Roccella nientemeno che al Ministero della Famiglia o come lo chiameranno.

Per la cronaca la "fanciulla" si connota per queste dichiarazioni.

Sulla famiglia ha detto che "siamo tutti nati nel grembo di una donna, generati da un atto d'amore tra un uomo e una donna. Siamo tutti figli: laici e cattolici, credenti e non credenti, islamici ed ebrei, omosessuali ed eterosessuali. È su questo che si fonda l'unicità della famiglia: sulla capacità di tessere un filo di continuità tra le generazioni, padri, madri, nonni, nipoti, antenati, di collegare passato e futuro dell'uomo, di dargli speranza nel domani".

Si è opposta al progetto di legge sui DICO in quanto essi avrebbero sancito una famiglia "non più legata a un nucleo forte di spontaneità e corporeità connesso alla maternità naturale ma che possa essere qualsiasi cosa vogliamo."

Secondo Roccella, il matrimonio è il "momento cruciale che dà valore alla differenza sessuale, l'incontro di due diversi che producono la continuità delle generazioni".

Riguardo ai casi di omofobia dell'autunno 2009 e il conseguente richiamo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sul tema, ha DISSENTITO dichiarando: "Non credo ci sia a livello statistico un'emergenza che riguardi la violenza sugli omosessuali. È importante non cadere in specificazioni eccessive; è bene ricordare che la differenza sessuale donne-uomini non è una ma è la differenza che struttura il gruppo umano. Alcuni casi richiamano l'attenzione dei media, ma sono le donne a vivere una violenza specifica".

Riguardo alle unioni omosessuali nel 2007 ha detto: "Mi sembra chiedano il riconoscimento pubblico delle loro unioni non tanto per ottenere alcuni diritti individuali, che si potrebbero assicurare con altri strumenti, piuttosto come forma di legittimazione sociale".

Tutto ciò sommato poi alle iniziative di legge di Gasparri che ben conosciamo.

Visti i voti che la Meloni ha preso è probabile che qualcuno le sia arrivato anche dalla comunità LGBT. Bene! costoro possono ora mettersi davanti allo specchio e poi cercare gli appellativi che più a loro si adattino.

Autore Palmieri Francesco Maria
Categoria Politica
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