Il Kennedy Space Center, nella sua storia, ha visto decollare all'inizio degli anni 60 le missioni Apollo che hanno portato l'uomo sulla Luna, poi le missioni Shuttle, tra cui l'ultima che ha chiuso quel tipo di voli nel 2011.

Domenica 19 febbraio, alle 9:39 ora locale, dal Kennedy Space Center è decollato il Falcon 9, un razzo vettore alto 70 metri, appartenente alla Space Exploration Technologies Corporation di Elon Musk, l'eclettico miliardario sudafricano ideatore e proprietario di Tesla.

Il razzo ha consentito di mandare in orbita una navetta Dragon contenente rifornimenti ed esperimenti scientifici per la Stazione Spaziale Internazionale.

L'aspetto più importante in relazione a questo lancio è stato però quello relativo al rientro del razzo vettore che, nove minuti dopo il lancio, è atterrato nei pressi della base dell'Aeronautica di Cape Canaveral, situata più a sud del centro spaziale della NASA, registrando l'ottavo successo nella fase di rientro.

Il progetto Dragon SpaceX ha come obiettivo il trasporto degli equipaggi verso la Stazione Spaziale Iternazionale. La possibilità di recuperare il vettore costituisce una novità di non poca importanza, poiché i costi per questo tipo di lanci sarebbero così notevolmente ridotti. La possibilità di trasportare astronauti non potrà però avvenire prima del 2018.

Dopo l'incidente del settembre 2016 che aveva visto esplodere un razzo Falcon sulla rampa di lancio di Cape Canveral, questo è il secondo successo per SpaceX che già a gennaio aveva effettuato un lancio da un'altra base in California. Anche in quell'occasione il vettore è atterrato senza problemi, rientrando alla base.