Secondo il ministro degli esteri Kuleba, l'Ucraina nelle prossime settimane dovrebbe poter ricevere le prime forniture di carri armati occidentali (tedeschi americani e britannici) per arrivare ad un totale tra i 120 e i 140 mezzi... un primo step che rappresenterebbe la metà dei carri richiesti da Kiev.

Ottenuto questo risultato,  adesso Zelensky mira agli aerei, in particolare gli F-16, caccia multiruolo, affidabili, veloci, manovrabili e adattabili a più situazioni di combattimento, tanto da essere definiti multiruolo. 

Biden ha già messo le mani avanti, dicendo che non li avrebbe consegnati, ma le sue parole, da alcuni media, sono state interpretate più come un ni che come un no. D'altra parte anche con gli Abrams aveva detto no e poi abbiamo visto com'è finita.

E lo stesso con razzi e missili. Dai sistemi multipli di lancio i cui viaggiano al massimo per 90 Km, adesso gli americani sembrano essersi convinti a fornire nuove armi con una gittata maggiore. 

In un nuovo pacchetto da 2 miliardi di dollari, a Kiev saranno inviate le Ground Launched Small Diameter Bomb (GLSDB) di Boeing e Saab, in grado di colpire obiettivi fino a 150 Km, in attesa dei missili ATACMS che possono invece viaggiare per 300 Km. Le GLSDB possono essere lanciate dai sistemi a lancio multiplo già in possesso dell'esercito ucraino e possono raggiungere tutto il territorio ucraino occupato da Mosca e, di conseguenza, qualsiasi infrastruttura nemica, da depositi a caserme. 

Il consigliere capo di Zelensky, Mykhilo Podolyak ha indirettamente confermato la notizia, dicendo che sono in corso colloqui sulla fornitura di missili a lungo raggio, aggiungendo che tali colloqui comprendono anche gli aerei da caccia. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha invece dichiarato che l'arrivo di armi statunitensi a lungo raggio aggraverebbe il conflitto.