Politica

L'onorevole Piccolotti sotto accusa: Il privilegio della politica e la realtà italiana

Recentemente, l'onorevole Piccolotti è finito al centro dell'attenzione mediatica a causa di un suo sfogo riguardante il doversi alzare alle 6 del mattino per recarsi in Parlamento. Una dichiarazione che ha suscitato polemiche e indignazione, soprattutto considerando il contesto socio-economico in cui versa il Paese.

L'onorevole Piccolotti, come molti altri rappresentanti politici, gode di un privilegio che è ben lontano dalla realtà quotidiana della maggior parte degli italiani. Mentre milioni di cittadini si alzano all'alba per affrontare lunghe ore di lavoro, spesso mal retribuite, e devono fare i conti con una serie di difficoltà economiche e sociali, i politici si trovano in una posizione di privilegio che spesso sembra distaccata dalla realtà delle persone comuni.

L'affermazione di Piccolotti mette in luce una disparità evidente: mentre molti italiani affrontano quotidianamente sacrifici per sbarcare il lunario, i politici sembrano considerare come un'eccezione il doversi alzare presto per svolgere il proprio lavoro, un lavoro che dovrebbe essere soprattutto un servizio alla collettività.

Ciò che rende la dichiarazione ancora più sconcertante è il fatto che l'onorevole Piccolotti riceva uno stipendio sicuramente non paragonabile a quello di molti cittadini italiani, nonché una serie di benefit e privilegi che vanno ben oltre il semplice salario.

In un momento in cui la fiducia nella classe politica è già fortemente compromessa e in cui l'Italia si trova ad affrontare sfide socio-economiche sempre più pressanti, le dichiarazioni di questo tipo non fanno che accrescere il senso di disillusione e distacco tra i cittadini e i propri rappresentanti istituzionali.

La politica dovrebbe essere un impegno al servizio della comunità, un'opportunità per contribuire al miglioramento della società e per dare voce alle esigenze dei cittadini. Tuttavia, quando i politici si allontanano così tanto dalla realtà delle persone comuni, diventa difficile credere che siano in grado di comprendere e affrontare le sfide reali che il Paese deve affrontare.

È importante che i politici si rendano conto del privilegio che rappresenta la loro posizione e che agiscano con responsabilità e consapevolezza del contesto in cui operano. La politica non dovrebbe essere un privilegio, ma un servizio reso alla collettività, un impegno che richiede sacrificio, dedizione e un costante contatto con le esigenze dei cittadini.

In conclusione, le dichiarazioni dell'onorevole Piccolotti mettono in luce un problema più ampio all'interno della classe politica italiana: il distacco dalla realtà delle persone comuni e il senso di privilegio che spesso sembrano percepire. È necessario un cambiamento culturale e istituzionale che riavvicini la politica ai cittadini e che riporti al centro dell'azione politica le vere esigenze della società italiana.




Nota di Fai Informazione

Questo è lo stenografico della Camera in relazione al seguito della discussione delle mozioni Piccolotti ed altri n. 1-00235, Orrico ed altri n. 1-00244, Grippo ed altri n. 1-00245, Faraone ed altri n. 1-00246, Amorese, Miele, Paolo Emilio Russo, Pisano ed altri n. 1-00247 e Gianassi ed altri n. 1-00248 concernenti iniziative in materia di tutela della professione giornalistica e della libertà di informazione. 

È durante tale seduta che Elisabetta Piccolotti ha pronunciato la frase oggetto dell'articolo, all'interno dell'intervento il cui contenuto viene riportato di seguito interamente:

ELISABETTA PICCOLOTTI (AVS). Presidente, anch'io mi unisco alle osservazioni svolte dalle colleghe. Siamo in una situazione imbarazzante. Io capisco, Sottosegretario, che lei chieda scusa, credo siano delle scuse dovute, ma dobbiamo prendere atto che il Governo, dopo tanto tempo che queste mozioni sono state depositate, non riesce a darci i pareri su un tema molto complesso, molto sentito e molto importante come quello della libertà di informazione, che nel nostro Paese, come sappiamo anche dalle statistiche internazionali, non brilla.Faccio notare - l'ho fatto anche ieri - che quest'Aula è chiamata continuamente a discutere di provvedimenti che hanno una centralità marginale e non molto complessi. Non abbiamo discusso in queste settimane riforme molto complicate dal punto di vista tecnico. Abbiamo discusso dell'agricoltore custode, ieri delle rievocazioni storiche (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra), più tardi discuteremo della mototerapia ed abbiamo istituito non so più quante giornate celebrative, più o meno su qualsiasi cosa.Presidente, io la prego di chiedere che ci sia il rispetto di quest'Aula e di questo Parlamento, perché altrimenti funziona così: i provvedimenti importanti e centrali per la vita delle persone li fa il Governo, li porta in Aula e mette la fiducia e questo Parlamento non può discuterne; dobbiamo discutere di questioni del tutto marginali, a volte anche pretestuose, per le quali non servirebbe il Parlamento ma basterebbe qualche decreto ministeriale e poi, quando si discute di mozioni su temi importanti, ci troviamo in una situazione come quella di stamattina, con pareri che non si capiscono, continui rinvii e anche pareri sbagliati. Francamente non vedo serietà da parte di questo Governo e, quindi, Presidente, le chiedo di richiamare tutti i membri dell'Esecutivo ad avere maggiore rispetto per i nostri lavori. Lo dico anche perché questa mattina noi ci siamo alzati presto, alle 6, per leggere le mozioni che i colleghi avevano depositato ieri alle 20 (Commenti). Sì, mi sono alzata presto per venire qui. Ero qui alle 8 e, quindi, francamente penso che potessero farlo anche i membri del Governo (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

L'intervento della Piccolotti era conseguente a quanto accaduto poco prima a causa di un rappresentante del governo, testimoniato dall'imbarazzante riassunto di cui fa fede, ancora una volta, il resoconto stenografico della Camera:

PRESIDENTE. Sottosegretario, il parere sulle premesse della mozione Piccolotti ed altri n. 1-00235?ANDREA OSTELLARI, Sottosegretario di Stato per la Giustizia. Sulle premesse non ho rilievi.

PRESIDENTE. Quindi, il parere è favorevole.ANDREA OSTELLARI, Sottosegretario di Stato per la Giustizia. Sì, esatto. Per quanto riguarda la mozione Orrico ed altri n. 1-00244 abbiamo qualche problema anche sulle premesse. Quindi, chiediamo che venga tolta la premessa n. 10), così come le premesse nn. 17), 27), 35), 36), 38), 39), 40), 41), 42), 43), 44), 45), 46), 47), 48) e 49). Queste che ho elencato vanno tolte.

PRESIDENTE. Quindi il parere è favorevole se vengono tolte queste premesse…ANDREA OSTELLARI, Sottosegretario di Stato per la Giustizia. Sì, se vengono tolte queste premesse. In più, per quanto riguarda gli impegni, sull'impegno n. 1) il parere è contrario. Sull'impegno n. 2) il parere è favorevole previa riformulazione, nel senso di escludere per i giornalisti professionisti e pubblicisti iscritti al relativo albo, limitatamente ai procedimenti concernenti i fatti coperti dal segreto di Stato, la tutela del segreto, in quanto ai nomi delle persone dalle quali i medesimi hanno ricevuto notizie a carattere fiduciario nell'esercizio della loro professione, la cosiddetta fonte (Commenti di deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) … Scusate ho un testo predisposto dagli uffici che sto leggendo.

PRESIDENTE. Le chiedevano se quella che ha fatto lei è una riformulazione o se stava leggendo un altro testo. La sua riformulazione quale sarebbe?ANDREA OSTELLARI, Sottosegretario di Stato per la Giustizia. Presidente, facciamo così. Passiamo alle altre, faccio subito una verifica e accantoniamo il punto n. 2). Sui punti nn. 3), 4) e 5) il parere è favorevole, mentre sul punto n. 6), anche qui, dobbiamo togliere l'ultima parte “e rispetto all'orientamento sessuale e di genere”, sempre per quanto abbiamo detto prima, nel senso che le norme unionali non operano (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)…

PRESIDENTE. Mi dicono che non c'è questa parte a cui lei si riferisce. Forse sta leggendo un'altra mozione.ANDREA OSTELLARI, Sottosegretario di Stato per la Giustizia. Io ho come riferimento la mozione n. 1-00244 Orrico.

PRESIDENTE. Però, al punto n. 6) degli impegni non c'è questo riferimento alla diversità di genere.ROBERTO GIACHETTI (IV-C-RE). Presidente, forse se sospendiamo per 5 minuti, sarebbe meglio ...

PRESIDENTE. Allora, visto che mi sembra ci sia qualche problema, sospendiamo l'Aula per 5 minuti per vedere come organizzare meglio il lavoro. La seduta è sospesa.

(Altre Informazioni)
Autore Giuseppe Cianci
Categoria Politica
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