Ieri, da Biarritz dove si è recato per partecipare al G7, il premier Conte ha scardinato le barriere di Grillo e quelle dei parafascisti grillini di cui Di Battista e Paragone sono diventati i portavoce. In un colpo solo, grazie ad un paio di battute, Conte ha detto che non contano i nomi (riferendosi a se stesso) ma i contenuti e che lui con la Lega non potrebbe più governare, per le ragioni espresse in Senato nel suo discorso con cui ha concluso la precedente esperienza di governo.

Così, l'ostacolo inventato dal duo Grillo-Di Maio, relativo alla candidatura di Conte come imprescindibile per il possible nuovo esecutivo giallorosso è passato in second'ordine.

Oltretutto, tramite le ricostruzioni fatte trapelare all'Huffington Post, il Pd avrebbe mandato un chiaro segnale ai 5 Stelle sul nome di un possibile premier su cui il movimento non potrebbe dire di no.

Dopo un lungo vertice a casa Zanda con tutti i big del Pd, tra cui Gentiloni, Minniti e Franceschini, il segretario Nicola Zingaretti avrebbe detto che se i 5 Stelle avanzassero la proposta di Fico per la presidenza del Consiglio "non potremmo dire di no".

Ricostruzione, al momento, non smentita dal Partito Democratico.

Pertanto, proseguono le trattative e oggi si riuniranno alle 15 i sei tavoli di lavoro del Partito Democratico per i "dossier" da portare al confronto con il M5S per la definizione degli obiettivi programmatici, dalle istituzioni all'economia, dal welfare allo sviluppo sostenibile...


Infine è interessante riportare la fotografia dell'attuale situazione politica riassunta nelle parole della senatrice, ex grillina, Paola Nugnes.

"Non è vero che Lega e Pd non sono differenti e non è vero neanche che i "buoni" siano tutti quelli del M5S... la Lega è un partito pericoloso per la democrazia e la tenuta dello Stato di diritto.

Il PD è un partito neo liberista di centro, ma liberale, quanto meno. Il M5S è condizionabile e manovrabile certo, come ha dimostrato, e con un partito illiberale, razzista, omofobo e xenofobo fa politiche illiberali, xenofobe e omofobe.

Quindi, con un partito neo liberista forse saprà frenare sulle politiche neo liberiste... sarà più difficile, credo, che diventi amico delle banche che nemico degli extra comunitari (come è avvenuto)... ed è più facile che si condizionino a vicenda sulla necessità ed urgenza di politiche ambientali e sociali, sui diritti civili...

Quindi meglio il Pd, mi sa!"


Ma la stessa Nugnes ricorda anche che sarà comunque complicato trovare una sintesi per le posizioni - che definire ingarbugliate è dir poco - delle due forze politiche su alcuni temi, a partire da quello del taglio dei parlamentari.

"Il taglio dei parlamentari che il M5S stava per portare a casa, e che ancora rivendica come primo punto irrinunciabile, senza prevedere neanche la revisione della legge elettorale in legge proporzionale, sarebbe una catastrofe da un punto di vista della rappresentanza, sopratutto in Senato.

Glielo abbiamo ripetuto in aula nell'ultimo passaggio al Senato, ma loro non hanno capito o hanno finto di non capire.

Oggi la proposta del Pd chiede che con la riforma sia prevista una legge elettorale proporzionale per riequilibrare il dato fortemente compromesso di rappresentanza, ma la loro proposta prevede anche la revisione del bicameralismo e di tornare all'idea renziana di un Senato, anche in vista delle Autonomie, in chiave di rappresentanza dei grandi elettori di secondo livello. Idea già bocciata dai 5 Stelle e dal popolo italiano che hanno sostenuto il referendum per il no, vinto nel dicembre 2016.

Quindi, a mio parere, un cul de sac".